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Trentasette milioni di euro per l’Ateneo di Bari

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Il ministero per l’Università e la Ricerca ha assegnato trentasette milioni di euro all’Ateneo di Bari per ammodernare i laboratori, acquistare nuovi impianti e macchinari, realizzare spazi per l’attività scientifica avanzata. Il tesoretto, ottenuto con la partecipazione ad un bando nazionale riservato alle università e i centri di ricerca meridionali, servirà a finanziare quattro progetti di potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, in settori di intervento che vanno dalle scienze mediche e farmaceutiche alla fisica applicata, dalla chimica e la biologia alla geomineralogia.

“Questo finanziamento rappresenta un notevole successo della qualità dei progetti della nostra università”, commenta il rettore Corrado Petrocelli.

Dei quattro progetti finanziati, due sono stati elaborati esclusivamente dall’Ateneo ed altrettanti in collaborazione con altri soggetti. Nella prima categoria c’è un laboratorio per le tecnologie e i materiali innovativi, in cui saranno coinvolti fisici e chimici, del valore di tredici milioni di euro. Altrettanti soldi saranno investiti per potenziare i laboratori del progetto Bioscienze e salute. Degli altri due progetti, uno riguarda il potenziamento del polo di ricerca nella sede universitaria distaccata di Taranto, in collaborazione con il Politecnico, e servirà a portare nell’area ionica nuove infrastrutture per la ricerca applicata alla tutela dell’ambiente.

L’ultimo progetto, tornando al Pon, vale 13,7 milioni di euro, di cui 4,7 di competenza dell’Ateneo e riguarda le reti di supercalcolo, elaborato insieme all’Università Federico II di Napoli e l’Istituto di fisica nucleare, la cui sezione barese ha sede nel campus di via Orabona. Un aspetto fondamentale dell’operazione riguarderà la formazione.

Entro gennaio del 2015 l’Università dovrà rendicontare gli acquisti.

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