Riforma delle professioni: il Piano nazionale e le criticità per i chimici | Chimici.info

Riforma delle professioni: il Piano nazionale e le criticità per i chimici

Presentato alla Commissione europea il piano nazionale definitivo per la riforma delle professioni. Le criticità per i chimici

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Il Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato alla Commissione europea il Piano nazionale definitivo per la riforma delle professioni, realizzato in collaborazione con le amministrazione pubbliche, l’Isfol e le Regioni, gli Ordini, i Collegi e le associazioni di categoria, in attuazione dell’art. 59 della direttiva 2005/36/CE sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

Il Piano si inquadra in una materia di competenza concorrente tra lo Stato e le Regioni e tiene conto di:
Decreto legislativo n. 13 del 16 gennaio 2013, che definisce le norme generali e i livelli essenziali del sistema nazionale di certificazione delle competenze,
Quadro di riferimento nazionale delle qualificazioni regionali (Intesa Stato-Regioni del 22 gennaio 2015),
Repertorio unico regionale delle qualifiche professionali, finalizzato all’individuazione di quelle qualificazioni che, a diverso titolo, intercettano attività relative a professioni regolamentate, a regime entro la metà del 2016.

Attualmente c’è un accordo Stato-Regioni sugli standard formativi per 16 professioni, la cui formazione è demandata da norma statale a livello regionale.

L’obiettivo del Piano è ridurre o modificare una regolamentazione sproporzionata dei servizi professionali, considerata dall’Unione Europea una delle cause di maggiore ostacolo alla mobilità dei professionisti e, conseguentemente, alla crescita economica e allo sviluppo dell’occupazione.

Il Piano, sulla base dell’analisi di tutta la regolamentazione nazionale per valutare se sia non discriminatoria, proporzionata e basata su un motivo imperativo di interesse generale, prende in considerazione tutte le professioni regolamentate in Italia (174 quelle registrate nel database, di cui 41 di nuovo inserimento) comprese quelle relative al cosiddetto cluster 1: servizi alle imprese, costruzioni, industria, settore immobiliare, trasporto, commercio al dettaglio e all’ingrosso.

Il Piano individua tre linee di azioni prioritarie:
1) revisione dei percorsi formativi di alcune professioni tecniche (ingegneri, periti) per meglio delinearne gli ambiti di attività e le competenze (attualmente sovrapponibili con riferimento a molte attività).
2) valutazione e adeguamento degli esami di Stato per i titoli di studio, per rendere gli stessi più aderenti all’attività professionale che si andrà a svolgere, previo coordinamento con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
3) istituzione di un tavolo di lavoro tecnico con il Ministero del lavoro, il Ministero dell’istruzione, le Regioni e l’ISFOL per l’individuazione, attraverso appositi accordi, di standard minimi a livello nazionale per quelle professioni la cui formazione è rimessa da norma statale alle Regioni nonché per l’individuazione di quelle figure professionali che, non discendendo da norma statale, non possono considerarsi propriamente legittime.

Recenti riferimenti normativi
L’art. 45 del Decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010, ha modificato il procedimento per l’iscrizione all’Albo stabilendo che il procedimento di iscrizione si conclude con il silenzio-assenso decorsi due mesi dalla presentazione della domanda qualora il Consiglio o il Collegio non si sia pronunciato.

Il D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, Regolamento recante riforma degli ordini professionali, ha introdotto alcune rilevanti novità, tra le quali:
a) la pubblicità informativa, ammessa con ogni mezzo;
b) l’obbligo, per il professionista, di stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività (art. 5);
c) la riduzione a diciotto mesi del tirocinio professionale obbligatorio (art. 6);
d) l’obbligo della formazione continua.

L’art. 10 della Legge n. 183 del 12 novembre 2011 ha introdotto la possibilità per i professionisti con Ordine o Collegio di costituire società tra professionisti, nelle forme della società di persone, società di capitali e società cooperativa. Il D.M. 8 febbraio 2013 ha poi dettato le regole per l’esercizio di attività professionali in forma societaria.

La Legge n. 27 del 24 marzo 2012 ha abrogato le tariffe professionali, stabilendo che il compenso per le prestazioni professionali è pattuito al momento del conferimento dell’incarico professionale.
Le criticità e le proposte per la professione di:

Chimico/Chimico Iunior
Per la professione di Chimico esistono problematiche connesse al mancato obbligo di assicurazione professionale in capo alle assicurazioni poiché sono proprie del Chimico talune attività, socialmente necessarie (quali verifiche su materiali radioattivi, agenti cancerogeni, trattamenti antiparassitari su alimenti, ecc.), spesso oggetto di specifica esclusione, attualmente non negoziabile, nelle coperture assicurative.

Il chimico svolge attività sovrapponibili con quelle svolte dal Perito industriale chimico. Per evitare confusione e numerosi contenziosi interprofessionali connessi a differenti interpretazioni delle norme attuative delle competenze professionali tra le due categorie professionali, i relativi Consigli nazionali hanno stilato un protocollo d’intesa con l’intento esclusivo di dar luogo ad una ricognizione interpretativa condivisa delle rispettive sfere di competenza professionale, senza incidere sulle normative vigenti.

È stata presentata una proposta di legge in Parlamento che prevede il riconoscimento della figura professionale del fisico che confluirebbe nell’Ordine professionale riformato dei chimici e dei fisici.

Il Consiglio Nazionale ritiene che la formazione del professionista non soltanto debba essere intesa come obbligo deontologico, ma deve tenere conto della necessità di un lavoro sempre più modificato dallo sviluppo della conoscenza, dall’evoluzione scientifica e tecnologica, dall’aggiornamento legislativo e dalle trasformazioni delle competenze. E’ necessario, quindi, evitare la rapida obsolescenza delle varie competenze professionali con un continuo aggiornamento dei percorsi formativi.

E’ necessario avviare, con la collaborazione degli Ordini professionali, una profonda e periodica revisione dei contenuti didattici dei corsi universitari per adeguarli alle esigenze del contesto produttivo e per consentire reali sbocchi occupazionali.

Il Consiglio Nazionale dei Chimici ha avviato un iter con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per prevedere per l’esercizio della professione di Chimico e Chimico Iunior, l’introduzione del Tirocinio professionale obbligatorio da svolgere, prevalentemente, in concomitanza con le ultime fasi del percorso di studi allo scopo di fornire agli studenti competenze strategiche per l’attività professionale senza per questo prolungare i tempi di accesso alla professione.

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