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Nuovi tecnici alla scoperta dell’inquinamento indoor

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L’esperto in edificio salubre, nato in risposta alle direttive Ue che, nell’ambito della strategia 2020, impongono una riconversione in chiave “verde” alle professioni tecniche, è un professionista in grado di progettare un ambiente sano e libero da muffe, radon, umidità e formaldeide. E’ dotato di uno specifico bagaglio tecnico-professionale, mirato ad affrontare la costruzione, ristrutturazione o risanamento di un edificio, utilizzando materiali naturali e non nocivi alla salute dell’uomo.

Possiede competenze innovative e “verdi” legate alla salute e sicurezza degli ambienti indoor, nel settore della bioedilizia, bioclimatica, dei materiali naturali, ma anche sulle responsabilità civili, penali e deontologiche del professionista legate al tema della salute negli spazi indoor, essendo in grado di operare per prevenire patologie che vanno dall’asma, ai tumori, alle dermatiti.

Sul tema abbiamo intervistato Serena Pollastrini, da poco riconosciuta come uno dei primi 50 esperti qualificati in Italia, grazie al percorso formativo realizzato dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati e l’Associazione Donne Geometra, in stretta collaborazione con la facoltà di Medicina dell’università di Trieste.


Relativamente al tema della salute negli ambienti confinati, in che termini si può parlare di inquinamento indoor?

Con l’obiettivo mirato al risparmio energetico, la conseguente riduzione della ventilazione e il prepotente uso di materiali nuovi per la costruzione, l’arredamento e la manutenzione degli edifici, materiali non sufficientemente testati, sono l’origine e la costituzione della causa stessa della “scoperta” dell’inquinamento indoor.

“A inquinanti di tipo “nuovo” di origine prevalentemente chimica e di recente individuazione (come quelli di tipo radioattivo), si sono aggiunti gli inquinanti classici come quelli di origine biologica”: il risultato è una miscela di vecchi e nuovi contaminanti, che si rileva ormai all’interno di molti edifici, soprattutto di recente costruzione; inoltre, questa miscela, viene diluita in modo meno efficace rispetto al passato, proprio in conseguenza dell’aumentata sigillatura e dell’uso di sistemi di ventilazione meccanica in luogo di quello naturale.

A ciò va aggiunta, come fattore aggravante, “la mutata abitudine di vita delle persone”, che trascorrono in spazi confinati circa il 90% dell’arco di un’intera giornata. Questo provoca l’aumento dei tempi di esposizione al complesso delle sostanze inquinanti rispetto al più recente passato, causando le inevitabili conseguenze per la salute.


L’Organizzazione mondiale della sanità, con i suoi ultimi dati, dichiara che il 20% della popolazione occidentale soffre della cosiddetta Sick Building Syndrome. Ci può spiegare di cosa si tratta?

Molte patologie correlate all’esposizione indoor, sono state descritte in questi ultimi 35 anni, come ad esempio: la polmonite causata dalla diffusione della “Legionella pneumophila”, un agente patogeno, immesso nell’aria dal sistema di condizionamento; la febbre da umidificatori, identificata per la prima volta nel 1970, causata da batteri e miceti, annidati negli impianti di climatizzazione; le varie forme atipiche di asma rinite, sinusite e bronchite causate da esposizione ad allergeni di diversa origine presenti nell’aria degli ambienti confinati.

Il complesso delle patologie correlate alla diffusione degli inquinanti è stato raggruppato, dalla letteratura specializzata, in diverse tipologie derivanti dalla diversità dei quadri clinici, tra le quali la “Sindrome da edificio malato”.

La Sick Building Syndrome denota il complesso di sintomi generali che colpiscono la maggior parte delle persone che soggiornano in determinati tipi di edifici; i sintomi di solito spariscono abbandonando l’edificio e sono stati classificati in cinque gruppi principali: manifestazioni respiratorie, come sensazione di irritazione, secchezza delle mucose nasali, faringee, in misura minore forme asmatiche; oftalmiche come secchezza e irritazione delle mucose degli occhi; cutanee, come arrossamenti della pelle, secchezza, in alcuni casi eritemi e dermatiti; olfattive e gustative, come ad esempio sensazioni sgradevoli a carico degli organi addetti all’odorato e al gusto; neuropsichiche, quali astenia, torpore, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, diminuzione della memoria, mal di testa, talvolta nausea e vertigini.

Secondo stime fornite dal National Institute of Occupational Safety and Health (Niosh) statunitense, che ha condotto ricerche in un considerevole numero di edifici pubblici, il complesso di queste sintomatologie, riscontrate in più del 50% degli occupanti, ritrova le proprie cause in categorie di origine diverse e classificate in ordine decrescente di frequenza: ventilazione inadeguata; contaminazione chimica; contaminazione microbica.


Come si può diventare “esperto in edificio salubre”?

Si inizia il percorso formativo, con la frequenza ad un corso base, della durata di 40 ore e sostenendo l’esame finale. Tale evento formativo è messo a disposizione dal Consiglio nazionale geometri e geometri laureati, che attraverso l’Associazione donne geometra (corsoedificiosalubre@libero.it) eroga corsi in tutte le province italiane. Il direttore scientifico è il prof. dott. Nicola Fiotti ricercatore universitario di fama internazionale e le lezioni sono tenute da professionisti qualificati e docenti universitari.

I contenuti spaziano dal settore medico (malattie associate agli edifici, fonti di inquinamento, vantaggi e attenzioni per l’igiene abitativa, voc, umidità e temperatura), a quello edilizio (bioclimatica, impiantistica, illuminazione, materiali innovativi, bioedilizia), senza tralasciare gli aspetti del Diritto (normative e danno biologico).

L’obiettivo del Corso è formare il professionista come Esperto dell’edificio Salubre, consentendogli di affrontare e risolvere i problemi derivanti dalla “sindrome dell’edificio malato”, sia in fase di progettazione e costruzione ex novo, che di ristrutturazione. La conoscenza della materia apre a nuovi sbocchi operativi nel campo dell’edilizia, delle stime di valutazione, nelle relazioni tecniche d’Ufficio dei Tribunali, nella consulenza tecnica, ecc.

Chi è Serena Pollastrini

Libera professionista esperta nel settore delle consulenze tecniche e delle valutazioni immobiliari, Pollastrini svolge attività per la pubblica giurisdizione, in ambito stragiudiziale e per gli istituti di credito.

Conciliatore, è iscritta all’Organismo di mediazione interprofessionale Nazionale “Geo-C.a.m.” nel settore “edilizia-urbanistica”.

Progetta e coordina corsi e seminari di studio ad elevata specializzazione tecnico-professionale per enti di formazione, associazioni e ordini professionali. Esperta nella gestione di finanziamenti per la formazione, erogati dal Fondo Sociale Europeo, con competenze certificate dalla Regione Marche secondo la Dgr 1071/05.

E’autrice di pubblicazioni per riviste tecniche di settore.

Riferimenti Editoriali


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