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Levi: Fu la chimica a salvarmi la vita

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Fu la chimica a formare la personalità di Primo Levi, chimico e indimenticato scrittore di testi culto come “Se questo è un uomo”. Oggi, grazie a una rilettura dell’autore, che si è svolta a Genova nel corso del Festival della Scienza, sappiamo che la chimica “gli salvò letteralmente la vita, permettendogli di sopravvivere nell’inferno dei campi di concentramento”.

Giorgio Cevasco, Presidente ligure della Società Chimica Italiana, racconta il legame forte tra Levi e la chimica: “Nell’autunno del 1944 Levi, deportato ad Auschwitz dove si lavorava in condizioni disumane per produrre gomma sintetica, fu selezionato per il laboratorio proprio grazie alle sue conoscenze di chimica. Le condizioni di vita nel laboratorio erano infinitamente migliori e questo gli salvò la vita”.

“Non solo – prosegue Cevasco – le sue conoscenza chimiche gli consentirono di utilizzare le più insolite risorse per vincere il mostro peggiore del lager, la fame”.

Scienza e letteratura unite indissolubilmente nella vita e nell’opera di un autore così autorevole e amato: una prospettiva offerta dalla conferenza-spettacolo che dopo Genova, sarà rappresentata alla Sapienza di Roma.

“Un modo per prepararci alle celebrazioni del 2011, Anno Internazionale della Chimica, anche superando i pregiudizi ancora diffusi sulla chimica”conclude Cevasco.

di G.G.

Fonte: Federchimica

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