Il mondo della chimica in corteo a Roma e Milano | Chimici.info

Il mondo della chimica in corteo a Roma e Milano

wpid-1141_portotorres.jpg
image_pdf

Lo sciopero generale di otto ore in tutte le aziende italiane del settore chimico-farmaceutico e dell’intero Gruppo Eni (chimica, raffinazione, estrazione, gas) annunciato lo scorso 12 giugno ha registrato una grande partecipazione coinvolgendo decine di migliaia di lavoratori dei principali stabilimenti del settore, da Porto Marghera a Sassari, da Ferrara a Mantova. Lo comunica la Filcem-Cgil in una nota appena diffusa.

L’astensione dal lavoro per l’intera giornata riguarda circa 240.000 lavoratrici e lavoratori, nel rispetto delle norme previste dalla legge sullo sciopero che regola i servizi di interesse generale. Uno dei presidi di protesta è stato organizzato a Milano, mentre altri due cortei hanno avuto luogo a Roma, uno davanti a Palazzo Chigi e l’altro sotto la sede dell’Eni.

«Le conseguenze della crisi — accusano le Federazioni dei chimici e dell’energia Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil che hanno proclamato lo sciopero — sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nel settore chimico-farmaceutico: riorganizzazioni, licenziamenti, aumento a dismisura della cassa integrazione, mobilità, possibili chiusure di stabilimenti, mancate conferme di lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, oltre a migliaia di addetti “a rischio” nell’indotto e nelle aziende in appalto».

Una crisi che nel comparto chimico parte da lontano e che ha avuto un epilogo con la vicenda della Vinyls la società con la quale l’imprenditore Sartor era subentrato all’Ineos e che aveva fatto il tentativo di recuperare e rilanciare il comparto clorosoda. Tentativo fallito tanto che il 15 maggio scorso l’imprenditore veneto aveva portato i registri in tribunale e avviato la procedura di fallimento.

Una crisi dimostrata dai numeri in negativo che caratterizzano un pezzo storico dell’industria italiana e dal declino del petrolchimico di Porto Marghera, divenuto ormai quasi un condominio fantasma, con tecnologie obsolete, fabbriche dismesse o in procinto di abbandono e un degrado ambientale che cozza ancora di più di fronte alla vista di piazza San Marco.

La chimica rappresenta il 9% del pil con i suoi 81miliardi di euro di fatturato, ma con prospettive già adesso poco brillanti: le stime di Federchimica prevedono una contrazione della produzione intorno al 10-15%, che già si è manifestata al 21% nell’ultimo trimestre mentre le esportazioni sono in calo del 40%.

I sindacati rivendicano da tempo un intervento diretto del Governo italiano, per mettere a punto un «piano industriale serio di rilancio del settore» e l’apertura di un «immediato confronto tra le parti (istituzioni, imprese, sindacati) affinché si passi dalle parole ai fatti e il Paese torni concretamente a ragionare sul futuro della chimica».

Copyright © - Riproduzione riservata
Il mondo della chimica in corteo a Roma e Milano Chimici.info