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Corsi di laurea in Chimica: serve un cambiamento

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Nell’ambito delle iniziative legate al piano “La Buona Scuola” del governo, il Consiglio nazionale dei chimici avanza la sua proposta in merito ai corsi di laurea in Chimica, per i quali serve un cambiamento per adattarsi all’evoluzione del mondo lavorativo.

La proposta del Consiglio nazionale dei chimici riguarda la possibilità di istituire lauree magistrali per l’introduzione alla professione di chimico e per la Chimica industriale gestionale. I corsi di laurea in Chimica e quello in Chimica industriale delle lauree del vecchio ordinamento – si legge nella proposta – sono sempre state indirizzate verso la formazione di ricercatori in ambito universitario e/o industriale. Un certo numero di laureati iniziava la propria carriera lavorativa all’interno dei laboratori di analisi chimica sia pubblici che privati sulla scorta dell’esperienza maturata nei laboratori universitari nei quali era previsto che affrontassero gli esami di chimica analitica, laboratorio di chimica organica e laboratorio di chimica fisica. La libera professione era quasi sempre legata al lavoro in un laboratorio di analisi.

L’evoluzione del mondo lavorativo ha visto la riduzione delle prospettive di lavoro nell’industria chimica, che seppur ancora importante si è trasformata da industria della chimica fine e di base a industria della chimica di trasformazione. La possibilità di intraprendere la libera professione è diventata sempre più attrattiva per i giovai laureati anche a causa del fatto che nel panorama industriale italiano nel quale più del 90% delle imprese è una micro o piccola impresa è molto frequente la richiesta di consulenti esterni per la soluzioni di problemi specialistici ma spesso limitati nel tempo piuttosto che l’assunzione di un costoso laureato.

La libera professione in campo chimico si è profondamente trasformata uscendo dai laboratori di analisi per diventare attività di consulenza in molti settori nei quali l’analisi chimica è “solo” di complemento ma nelle quali la conoscenza della chimica è fondamentale. Esempi di questo tipo sono la valutazione dei rischi di origine igienistica nei luoghi di lavoro, lo studio delle caratteristiche di pericolosità di sostanze, miscele e articoli, l’impatto ambientale, attività più di tipo intellettuale che analitico.

Sarebbe per questo motivo auspicabile – affermano dal Consiglio nazionale dei chimici – che le Università si aprissero maggiormente alla collaborazione con gli Ordini territoriali e che alcune materie fossero introdotte obbligatoriamente nel curriculum studiorum degli studenti. Allo stesso modo è necessario che nel curriculum del laureato in Chimica e Chimica industriale siano introdotte le materie legate alla gestione d’impresa. Non è possibile affrontare il mondo lavorativo senza avere nozioni di diritto o di deontologia professionale, di economia ed organizzazione aziendale.

SCARICA LA PROPOSTA DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEI CHIMICI

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