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CCNL chimici103 euro di aumento

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CCNL chimici: 103 euro di aumento

Dal primo gennaio 2008 i chimici si troveranno 103 euro in più in busta paga. Farmindustria e Federchimica e Filcem- Cgil, Femca-Cisl e Uilcem – Uil hanno infatti raggiunto lo scorso 6 dicembre l’accordo sul contratto nazionale chimico farmaceutico, chiudendo con votazione unanime le trattative in forte anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre,

L’intesa è stata infatti firmata con due settimane di anticipo rispetto alla chiusura, a soli 20 giorni dall’apertura delle trattative, e testimonia la bontà delle relazioni industriali del settore. Da un lato suona come la conferma della maturità di entrambe le parti che hanno individuato un modello positivo per la conduzione delle relazioni industriali. Dall’altro il contratto dei chimici si dimostra anche un esempio di welfare contrattuale; contiene importanti soluzioni innovative, in particolare sull’assistenza integrativa che potrebbero fare da battistrada per la firma degli altri contratti ancora aperti. In risposta alla crescente sensibilità del Paese rispetto ai temi del welfare, e in particolare della prevenzione e della tutela della salute, le imprese chimico- farmaceutiche si faranno carico dei costi per assicurare a tutti i lavoratori del settore la copertura sanitaria tramite il fondo di assistenza sanitaria di categoria.

In particolare, per quanto attiene alla parte economica, è stato stabilito che l’aumento verrà distribuito in 3 tranche. Dei 103 euro, 47 arriveranno in busta paga dal primo gennaio 2008, altrettanti dal primo gennaio 2009 e 9 euro dal primo ottobre 2009. Nel biennio 2008-2009 i 215mila lavoratori dipendenti delle 1.700 imprese del settore riceveranno in media circa 2.010 euro complessivi.
I sindacati hanno espresso grande soddisfazione perché «questo aumento tutela il salario reale – osserva Alberto Morselli, segretario generale della Filcem Cgil – che per noi è diventata una vera e propria emergenza».

Non solo. L’accordo è stato giudicato molto positivamente perché «ci consente di affermarci come la categoria più innovativa e un modello sul fronte del welfare contrattuale – continua Morselli –. Prevede infatti che le aziende si facciano carico della quota di Faschim, il fondo integrativo sanitario di settore a cui al 30 giugno di quest’anno aderivano già 58mila persone». L’obiettivo dell’accordo è chiaramente quello di favorire l’adesione al fondo e per questo secondo l’intesa le imprese pagheranno per un anno, dal primo luglio 2008 al 30 giugno 2009, per tutti i lavoratori, sia quelli iscritti, che quelli che non lo sono, il contributo. Al termine di questo periodo l’attuale contributo pagato dai lavoratori, pari a 12 euro al mese, scenderà a 6 euro per chi ha deciso di aderire.

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