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Onda chimica: il primo esperimento in orbita

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È stata osservata per la prima volta l’“onda chimica” che si forma quando una miscela è soggetta a un cambiamento di temperatura. Questo fenomeno è stato ‘catturato’ nell’ambito dell’esperimento Chemical wave in soret effect (Cwis), proposto da un gruppo di studenti campani di ingegneria aerospaziale per il programma Rexus (Rocket experiments for university students), organizzato in collaborazione con Esa-European Space Agency. Il progetto consente a studenti europei di compiere esperimenti a bordo di un razzo sonda in grado di raggiungere una quota di 90 km

L’esperimento Cwis per il lancio del vettore Esa è stato selezionato nel dicembre 2012 e si è svolto nella campagna di lancio a Kiruna (Svezia) alla fine di maggio di quest’anno. La presentazione dei risultati dell’esperimento Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università degli Studi diNapoli “Federico II”, e dello strumento ingegneristico attraverso il quale è stato realizzato, è avvenuta nei giorni scorsi presso il Cira (Centro italiano ricerche aerospaziali) di Capua.

Il fenomeno ‘catturato’ grazie alla ricerca condotta fra Italia e Belgio permette di comprendere meglio molti dei processi all’origine dei cambiamenti climatici, come l’alterazione delle circolazioni oceaniche.

La missione si è svolta con successo, il razzo sonda è atterrato con l’ausilio di un paracadute a circa 40 km dal luogo del lancio e il modulo è stato recuperato in perfette condizioni. Il team di Cwis ha potuto acquisire immagini e dati registrati dal computer collocato a bordo del modulo e avviare, quindi, la fase di analisi dei risultati ottenuti.

L’esperimento scientifico riguardava lo studio della variazione della concentrazione dei componenti costituenti una miscela binaria, per effetto di un gradiente termico. L’utilizzo di un razzo sonda ha consentito di ridurre gli effetti dovuti all’accelerazione gravitazionale che disturbano la visualizzazione del fenomeno.

La realizzazione dell’esperimento è stata resa possibile nell’arco di circa 18 mesi grazie al supporto di un network di enti e aziende private del settore che hanno creduto nel progetto finanziando parte delle spese, oppure fornendo componenti di alta qualità.

Il team Cwis

È costituito da studenti e ricercatori dell’Università di Napoli Federico II e dell’Université libre de Bruxelles: Wassilis Tzevelecos (ULB – UniNa), Santolo Manzone (UniNa), Antonio Pugliese (UniNa), Luigi De Filippis (UniNa), Bruno Alfano (UniNa), Fabrizio Mancino (UniNa), Valerio Cestrone (UniNa), William Runge (ULB), Olivier Desenfans (ULB).

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