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Messe al bando dall'Ue 22 sostanze la cui innocuità non è stata dimostrata

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La Commissione europea ha messo al bando 22 sostanze utilizzate nelle tinture per capelli per le quali le industrie produttrici non hanno fornito alcuna scheda di sicurezza. Il Comitato scientifico dei prodotti di consumo (CSPC) aveva raccomandato di vietare queste sostanze a seguito della pubblicazione delle conclusioni di uno studio scientifico, secondo il quale l’uso prolungato di alcuni tipi di tinture per capelli comporta un rischio potenziale di cancro alla vescica. 

Il vicepresidente della Commissione responsabile per le imprese e l’industria, Günter Verheugen, ha dichiarato: “Le sostanze la cui innocuità non è stata documentata saranno ritirate dal mercato. I nostri elevati standard di sicurezza non soltanto proteggono la salute dei consumatori, ma assicurano la necessaria certezza del diritto all’industria europea dei cosmetici”.

La strategia seguita dalla Commissione è quella di vietare la commercializzazione di tutte le tinture permanenti e non permanenti per capelli per le quali le case produttrici non abbiano fornito le necessarie schede di sicurezza o il CSPC abbia espresso parere negativo.

L’attuale direttiva che regola il settore dei prodotti cosmetici (direttiva 76/768/CEE del 27 luglio 1976) è stata più volte aggiornata in seguito agli studi condotti dal CSPC sulla valutazione dei rischi per la salute delle sostanze contenute nelle tinture per capelli.  Il 12 giugno 2001 il CSPC ha reso noto un primo parere sui rischi potenziali derivanti dall’uso di alcune tinture permanenti; in un secondo parere, formulato il 17 dicembre 2002, il Comitato ha affermato l’esistenza di prove epidemiologiche secondo le quali l’uso regolare e prolungato di tinture per capelli può essere associato alla comparsa del cancro alla vescica nelle donne.

Sulla base dei pareri del Comitato, la Commissione ha concordato insieme agli Stati membri e alle parti interessate una strategia generale che impone alle aziende produttrici di fornire schede relative alla sicurezza delle sostanze utilizzate nelle tinture per capelli in modo tale da consentirne la valutazione.

Alla fine dello scorso anno, le industrie cosmetiche hanno sottoposto alla valutazione del Comitato le schede di sicurezza di 115 sostanze. Il comitato ha deciso di adottare un approccio per gradi, formulando i propri pareri in modo scaglionato nel tempo (il prossimo sarà pubblicato nel mese di ottobre); la Commissione agirà di conseguenza.

L’approccio per gradi permetterà anche di evitare impatti economici destabilizzanti su un settore, quello delle tinture per capelli, il cui giro d’affari nel 2004 ammontava a 2,6 miliardi di euro (pari all’8% dell’intero mercato dei prodotti cosmetici). Secondo le statistiche, in Europa più del 60% delle donne fa uso di tinture (contro il 5-10% di uomini), con una frequenza media di 6-8 volte l’anno.

Fonte: Commissione europea

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