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Liberalizzazioni e farmacie: i contenuti del decreto

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I farmaci di fascia C con obbligo di ricetta restano esclusiva delle farmacie. È questo uno dei contenuti, e probabilmente tra i più attesi, del decreto liberalizzazioni approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Il comma che consentiva, con alcuni vincoli, la vendita nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione organizzata è stato eliminato nell’ultima bozza del decreto.

Tra le altre novità, è previsto un quorum di una farmacia ogni 3.000 abitanti. Se la popolazione eccedente è superiore a 500 abitanti è consentita l’apertura di una ulteriore farmacia, mentre nei comuni fino a 9.000 abitanti, l’ulteriore farmacia può essere autorizzata se la popolazione eccedente è superiore a 1.500 abitanti.

È dunque prevista l’apertura di almeno 5.000 nuovi esercizi, che saranno assegnati con concorsi straordinari da bandire entro fine giugno. Nelle Regioni in cui non sia stata approvata la pianta organica e bandito il concorso straordinario entro i termini previsti, il Governo esercita i poteri sostitutivi e nomina un commissario con il compito di espletare le procedure.

Al concorso potranno concorrere attraverso una gestione associata i giovani farmacisti, sommando i requisiti, e anche i farmacisti che lavorano in punti vendita diversi dalle farmacie, quindi anche le parafarmacie.

Il Governo ha poi previsto l’istituzione, presso l’Enpaf (Ente di previdenza e assistenza dei farmacisti) di un fondo di solidarietà nazionale per l’assistenza farmaceutica nei Comuni con meno di mille abitanti, finanziato dalle farmacie urbane, attraverso il versamento di una quota percentuale del fatturato.

Inoltre, per le farmacie ad alto fatturato è introdotto l’obbligo di assumere più personale. I livelli di fatturato saranno stabiliti da un decreto del ministro della Salute, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni e sentita la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani.

Le farmacie possono svolgere la propria attività e i servizi medici aggiuntivi anche oltre gli orari e i turni di apertura e possono praticare sconti su tutti i medicinali, anche di fascia A, erogati in regime privato. Infine, i medici dovranno inserire in ciascuna prescrizione la frase “o farmaco equivalente se di minor prezzo” oppure dovranno specificare l’inesistenza del farmaco equivalente.

O.O.

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