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L’analisi del DNA è fai-da-te

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Sarà nei supermarket della catena Walgreens, in America, già da domani, il primo kit fai-da-te che consentirà di scoprire il proprio livello di rischio genetico di ben 23 malattie e la tolleranza a una decina di farmaci e sostanze comunemente usate come la caffeina. Ad un prezzo che va dai 20 ai 30 dollari, si potrà acquistare la confezione contenente il kit dove mettere un campione di saliva. Poi il tutto va spedito alla Pathway Genomics che invierà online agli utenti le informazioni in questione.

Per soli 79 dollari gli acquirenti sapranno come il loro organismo reagisce a 10 sostanze, tra le quali i farmaci anti-colesterolo a base di statine; il medicinale anti-cancro tamoxifene; l’anticoagulante warfarina. Per 179 dollari invece i consumatori potranno conoscere la predisposizione genetica a ben 23 patologie che vanno dal tumore del seno, alla sclerosi multipla, ai reni policistici, alla talassemia, al diabete, nonché all’ipertensione. E per 249 dollari si potranno ottenere tutti test insieme, perlopiù con uno sconto.

La genomica è diventata un vero e proprio business. Dai test di paternità, alle ricerche genealogiche, fino alla propensione a vari tipi di patologie: le applicazioni commerciali indirizzate direttamente al consumatore sono tantissime. Ed è  questa la scia che è decisa a cavalcare la Walgreens.

Ma i pericoli sono in agguato: l’utente medio non possiede gli strumenti per comprendere i risultati del test, con la possibilità di interpretazioni semplicistiche e superficiali di dati delicati e difficili da leggere. La genomica «fai da te»  velocemente e senza alcun bisogno dell’intermediazione degli esperti, consente all’utente finale di scoprire cosa gli riserverà il proprio genoma, salvo ignorare i rischi di una gestione così «leggera». La lettura dei geni può fornire solo indicazioni di probabilità e non è mai in grado di dare certezze. Senza contare che attribuire un’eccessiva importanza al ruolo dei geni rischia di minimizzare il ruolo dell’ambiente e dello stile di vita, fattori di importanza fondamentale che vengono così prevaricati dal mercato.

Per questo motivo si è subito mobilitata la Food and Drug Administration che dichiara di riservarsi di certificare la qualità del servizio e a dare un ok preliminare alla distribuzione. Ma di contro «La gente vuole saperne di più sul proprio corredo genetico», come afferma il portavoce di Walgreen, Jim Cohn.

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