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La nanomedicina contro i batteri più resistenti

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Ancora progressi nel campo medico grazie alla nanotecnologia. Questa volta la ricerca riguarda la realizzazione di antibiotici su misura, caricati con nanoparticelle in grado di indirizzare il farmaco verso i batteri e le cellule malate senza intaccare quelle sane. A portare avanti il lavoro è il’IBM e l’Institute of Bioengineering and Nanotechnology di Singapore.

Il Dr James Hedrick, scienziato presso l’IBM Research, ha dichiarato: “Il numero di batteri nel palmo di una mano sono più numerosi di tutta la popolazione umana. Con questa scoperta siamo riusciti, dopo decenni ricerca per lo sviluppo dei materiali tradizionalmente utilizzati per le tecnologie dei semiconduttori, a creare un meccanismo di distribuzione completamente nuovo che potrebbe portare a farmaci più specifici ed efficaci”.

“Con questa ricerca possiamo offrire una soluzione terapeutica valida per il trattamento del MRSA e di altre malattie infettive”, ha aggiunto il dott Yiyan Yang, a capo del gruppo di ricerca dell’Istituto di Bioingegneria e Nanotecnologie di Singapore.

L’MRSA è infatti solo uno dei batteri pericolosi che si trova comunemente sulla pelle e che si contrae facilmente in luoghi come palestre, scuole e ospedali in cui le persone sono a stretto contatto. Nel 2005, l’MRSA è stato responsabile di quasi 95.000 infezioni gravi, e associato a quasi 19.000 morti in ospedale negli Stati Uniti.

Diversamente dalla maggior parte dei materiali antimicrobici, queste nanostrutture sono biodegradabili, il che migliora il loro potenziale di applicazione in quanto sono naturalmente eliminate dal corpo, quindi non si depositano nei tessuti e negli organi. I polimeri antimicrobici creata dall’IBM Research e dall’Istituto di Bioingegneria e Nanotecnologie sono stati testati sui campioni clinici di microbica. Il documento integrale della ricerca è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nature Chemistry.

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