La corsa produce nuove staminali | Chimici.info

La corsa produce nuove staminali

wpid-22120_correre.jpg
image_pdf

Per la prima volta una ricerca ha dimostrato che l’esercizio fisico, e in particolare la corsa, è in grado di bloccare il processo di invecchiamento cerebrale e stimolare la produzione di nuove cellule staminali, che migliorano le capacità mnemoniche. A rivelarlo è una ricerca realizzata dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibcn-Cnr) e pubblicata sulla rivista Stem Cells.

Lo studio va a scardinare quello che si considerava un dogma della neurobiologia, e cioè che il declino della neurogenesi fosse irreversibile in età adulta. L’esperimento, lavorando su un modello murino con deficit neuronali e comportamentali, causati dalla mancanza di un freno proliferativo delle cellule staminali (il gene Btg1), ha permesso di constatare che nel cervello adulto un esercizio fisico aerobico come la corsa blocca il processo di invecchiamento e stimola una massiccia produzione di nuove cellule staminali nervose nell’ippocampo, aumentando le prestazioni mnemoniche. “In sostanza la neurogenesi deficitaria riparte quando, in assenza di questo gene, si compie un’attività fisica che non solo inverte totalmente il processo di perdita di staminali ma scatena un’iper-proliferazione cellulare con un effetto duraturo”, spiega Stefano Farioli-Vecchioli dell’Ibcn-Cnr, coordinatore dello studio.

La ricerca è stata realizzata nel laboratorio diretto da Felice Tirone che già da alcuni anni è attivo nella ricerca su alcuni meccanismi molecolari che regolano i processi di proliferazione e differenziamento nella neurogenesi adulta, in collaborazione con Vincenzo Cestari dell’Università la Sapienza, apre nuove prospettive nella medicina rigenerativa del sistema nervoso centrale.

“La scoperta pone le basi per ulteriori ricerche mirate ad aumentare la proliferazione delle staminali adulte nell’ippocampo e nella zona sub ventricolare. I risultati avranno delle implicazioni molto importanti per la prevenzione dell’invecchiamento e della perdita di memorie ippocampo-dipendenti”, continua Farioli-Vecchioli.

In merito alle patologie neurodegenerative, le potenzialità terapeutiche di queste cellule appaiono ampie, sebbene a breve termine non si possa pensare a terapie mirate. “Il prossimo passo”, conclude il ricercatore, “sarà validare la scoperta su altri modelli murini con malattie quali Alzheimer, Parkinson oppure in cui un evento ischemico abbia provocato un’elevata mortalità neuronale, isolando e trapiantando le cellule staminali iper-attivate”.

Copyright © - Riproduzione riservata
La corsa produce nuove staminali Chimici.info