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La Chimica al servizio del restauro

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Anche nel restauro di opere d’arte, la chimica è protagonista. Essa è presente sia come metodo per le analisi dei materiali e dei fenomeni di alterazione sia come mezzo di controllo e di decisione negli interventi, nei casi di consolidamento, protezione, pulitura.

E di questo si parlerà a Ravenna il 2 luglio al Congresso internazionale cui parteciperanno le massime autorità nel settore. Ci saranno trenta relazioni specifiche e interventi, tra i quali quelli di esperti mondiali della diagnostica di laboratorio, della Società chimica italiana, della Divisione di chimica dell’ambiente e dei beni culturali, della National gallery di Washington, del Metropolitan museum di New York, della National gallery di Londra, della Scuola di conservazione di Copenhagen, dell’Università di Bordeaux, del Centro di restauro dei musei di Francia, dell’Università federale di Belo Horizonte.

Ravenna è la città che ospita il corso di laurea per la conservazione e per il restauro, dove alcuni studenti del corso ravennate, italiani e cinesi, sono impegnati a Xi’an nel restauro dell’esercito di terracotta – che ha reso Ravenna sede tra le più tecnologicamente avanzate nel campo delle diagnosi sui problemi di conservazione e delle terapie da adottare.

E’ un ulteriore conferma che l’apparato universitario e scientifico di Ravenna, dopo la prova fornita con le indagini sui resti di Caravaggio, rappresenta oggi uno dei più moderni e qualificati centri di indagine e di applicazione dei metodi di salvaguardia, capace di attrarre sulla nostra città interessi dalle principali università del mondo e da tutti i governi che intendono affrontare i problemi della conservazione del patrimonio culturale".

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