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Industria chimica: efficienza energetica migliorata del 45%

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L’industria chimica ha migliorato la propria efficienza energetica del 45% e ridotto i consumi di energia del 36,7% dal 1990 ad oggi. È quanto emerge dai dati del 19° Rapporto Responsible Care, il programma volontario per la tutela di sicurezza salute e ambiente di Federchimica, presentato il 28 ottobre 2013.

Nonostante le enormi difficoltà riscontrate in tempi di crisi, le imprese di Responsible Care hanno continuato a investire consistenti risorse umane e finanziare per lo sviluppo sostenibile, con una spesa di 712 milioni di euro, pari al 2,3% del fatturato, e dedicando oltre il 20% dei propri investimenti a sicurezza, salute e ambiente.

Investimenti che valgono anche in termini di ottimizzazione dei processi produttivi e miglioramento delle tecnologie, grazie alle quali le industrie  chimiche hanno potuto ridurre le emissioni in aria del 95% e in acqua del 65% negli ultimi 20 anni.

Confermata l’eccellenza anche sul fronte della sicurezza: secondo i dati Inail la chimica è il settore manifatturiero più sicuro, insieme all’industria petrolifera: 10,6  infortuni per un milione di ore lavorate nell’industria chimica in generale e 8,3 nelle imprese aderenti a Responsible Care.

A questo si aggiunga il primato assoluto nel conteggio delle malattie professionali: solo 0,22 su un milione di ore, ovvero, una malattia professionale ogni quattro milioni e mezzo di ore di lavoro.

“I dati presentati oggi – ha commentato Cesare Puccioni, presidente di Federchimica – dimostrano concretamente che la chimica è un modello da imitare per perseguire una crescita sostenibile dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Non possiamo più consentire di essere giudicati con lo sguardo a un passato remoto invece che al presente.

“Abbiamo però disperato bisogno – ha proseguito Puccioni – di un quadro normativo teso ad abbattere le barriere amministrative, dando velocità e certezze alle procedure autorizzative, che per un’azienda italiana sono di 5-10 volte superiori a quelle medie europee. Anche i nostri sforzi in termini di efficienza energetica devono trovare riscontro in una politica adeguata, specie per un settore energivoro come la chimica”.

Scarica il 19° Rapporto Responsible Care

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