Industria alimentare: quali possibilita' dall'ozono? | Chimici.info

Industria alimentare: quali possibilita’ dall’ozono?

wpid-21930_ozonoindustriaalimentare.jpg
image_pdf

Qual è lo stato dell’arte dell’impiego dell’ozono per i processi di sanificazione degli alimenti in ambito industriale? E’ questo il tema principale di un seminario dedicato alle “Tecnologie innovative per la decontaminazione e sanitizzazione dei prodotti alimentari” svoltosi lo scorso 25 febbraio 2014 a Dronero, in provincia di Cuneo, per illustrare potenzialità e limiti di questa tecnologia dell’industria agroalimentare. A promuovere l’evento è Tecnogranda, gestore del Polo di innovazione agroalimentare della Regione Piemonte.

Punto di partenza delle valutazioni emerse durante l’evento è la tendenza sempre crescente dei consumatori a scegliere alimenti privi di conservanti e sostanze aggiuntive, che garantiscano nel processo di produzione l’applicazione di principi di sicurezza e sostenibilità ambientale. In questo contesto le operazioni di sanificazione degli ambienti, delle acque e degli alimenti sono fondamentali per garantire l’assenza di residui, micotossine, acari o microrganismi pericolosi per i consumatori o dannosi per la qualità o la conservabilità dell’alimento stesso.

Nel workshop si è provato a spiegare in che modo l’ozono può soddisfare appieno da un lato le esigenze dei consumatori e dall’altro le richieste delle aziende alimentari. “Grazie alla possibilità di utilizzo in forma gassosa, l’ozono riesce a sanificare i punti in cui i normali processi di sanificazione non sono sufficienti”, ha spiegato Cristian Carboni, Ozono specialist del Gruppo De Nora Nex, che collabora con Tecnogranda alla realizzazione di un nuovo laboratorio altamente specializzato per la sanificazione degli alimenti.

“Applicato con idee innovative, modalità, tempi e dosi diverse, studiate in base alla tipologia di prodotto e di fase di lavorazione”, ha continuato Carboni, “l’ozono risulta efficace, ad esempio, nella frigoconservazione di frutta, formaggi, salumi per evitare l’accrescimento dei miceli di funghi, il proliferare di batteri e lieviti; nel rallentare la maturazione delle frutta, nella sanificazione degli ambienti di conservazione e lavorazione di carni, formaggi e del pesce (contro Lysteria ed altri patogeni), nel trattamento delle acque di processo, nella sanificazione di tank, botti, barrique”.

Il seminario è stato realizzato con il patrocinio della Camera di commercio di Cuneo, del Laboratorio chimico della Cciaa di Torino e del progetto europeo Open Alps. Sono in programma altri appuntamenti su temi simili: ad aprile uno sulla “Agricoltura di precisione”, a maggio uno incentrato sull’Innovazione nel packaging alimentare e infine, nelle giornate del 26 e 27 giugno, l’evento finale del Progetto europeo Salux, rete internazionale per il follow-up sulla riformulazione alimentare coordinato da Tecnogranda, in calendario per il prossimo mese di giugno.

Copyright © - Riproduzione riservata
Industria alimentare: quali possibilita’ dall’ozono? Chimici.info