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Il polimero che viene dal mare

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Cereplast, il produttore californiano specializzato nella fabbricazione di plastica con materiali di origine agricola, ha annunciato la prossima introduzione sul mercato di un nuovo prodotto composto fino al 50% di polimeri ricavati dalle alghe. È stato chiamato Algae Plastics ed è un biopolimero che si ottiene, appunto, dalle biomasse a basso costo presenti in grandi quantità nei mari e facilmente “coltivabili” per usi industriali.

Il nuovo polimero potrà sostituire la plastica che oggi è ottenuta interamente dal petrolio. “Crediamo che in un futuro non molto distante – afferma il fondatore e presidente dell’azienda, Frederic Scheer – le alghe diventeranno uno degli ingredienti principali nella plastica”.

Per una resa abbondante, le alghe, saranno lasciate crescere in foto-bioreattori: uno dei loro vantaggi è che presentano una resa media quasi 40 volte superiore a quella della soia e non sottraggono terreno all’agricoltura.

Il nuovo biopolimero, al contrario della plastica normale, sarà totalmente biodegradabile. Resta da risolvere soltanto un problema, relativamente minore, che però la casa produttrice garantisce si risolverà presto: il forte odore di pesce caratteristico di questo nuovo materiale. Niente di grave per i polimeri destinati ad applicazioni industriali, ma inaccettabile se si vogliono, con esso, produrre bottiglie di plastica per bevande o altri oggetti di uso comune. 

La ricerca comunque va avanti e ben presto si potrà ridurre la dipendenza dal petrolio con combustibili di origine organica, senza sfruttare superfici tradizionalmente destinate all’agricoltura. In un periodo compreso fra tre e cinque anni, Cereplast punta poi a creare una plastica totalmente derivata dalle alghe.

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