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Il nitruro di boro contro gli sversamenti di petrolio

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Il magazine Nature Communications ha pubblicato i risultati di una ricerca che fornirebbe un notevole contributo al problema delle “maree nere”, gli sversamenti di petrolio nelle acque marine alla base di alcuni dei più gravi disastri ambientali degli ultimi tempi (uno su tutti, quello della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel 2010).

L’innovativa soluzione per l’assorbimento del petrolio è in una scoperta realizzata da un team dell’australiana Deakin University, basata sull’impiego di un materiale composto da nano-circuiti esagonali di boro e nitrogeno, ovvero il “nitruro di boro”, altrimenti detto “grafene bianco”. Se il grafene “tradizionale”, oggetto prediletto della ricerca contemporanea, spicca per la sua eccellente superconduttività, il grafene bianco si rivela un ottimo isolante.

Il team di ricerca ha realizzato nano-fogli porosi di nitruro di boro che avrebbero rivelato eccellenti proprietà: sarebbero in grado di assorbire infatti fino a 33 volte il suo peso in oli, solventi e altri coloranti, contemporaneamente rilasciando l’acqua. Una volta saturi, spiegano i ricercatori, i fogli sarebbero inoltre in grado di essere facilmente ripuliti e riutilizzati tramite bruciamento o riscaldamento, grazie allo loro alta resistenza all’ossidazione.

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