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Il BW-1, il nuovo batterio con bussola

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I ricercatori dell’Università del Nevada a Las Vegas sono riusciti a decifrare quello che potrebbe definirsi “il manuale di istruzioni” di un nuovo tipo di batterio, che esso usa per muoversi all’interno di un campo magnetico. Lo studio, pubblicato su Science, si rivelerà utile per nanotecnologie applicate ai farmaci e a varie tipologie diagnostiche.

BW-1, questo il nome dato al batterio, “surfa” lungo le linee del campo magnetico ed è stato identificato nella Death Valley, nel bacino Badwater. Appartenente alla famiglia dei batteri “magnetotattici”, questi microrganismi possono percepire l’orientamento del campo grazie, appunto, a delle minuscole bussole, i magnetosomi, contenenti minerali magnetici come la magnetite o la greigite.

La greigite e’ un solfuro di ferro con proprietà fisiche e magnetiche diverse (e si pensa superiori) da quelle della magnetite, usata in biomedicina.

Il BW-1 e’ il primo microrganismo che può produrre entrambi i tipi di cristalli, in quanto il suo Dna contiene due gruppi di geni, uno utile alla produzione della magnetite e uno alla greigite. Quando necessario, BW-1 decide quale dei due ‘manuali di istruzioni’ usare, secondo le condizioni dell’ambiente esterno.

Dennis Bazylinski, uno degli scopritori di BW-1, commenta: “Finora non erano mai stati isolati batteri capaci di produrre greigite, per tale ragione questi cristalli non sono mai stati testati per le diverse applicazioni biomediche che oggi impiegano la magnetite”.

 

C.C.

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