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Farmaci con la “mimetica” per colpire i tumori

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Ingannare il sistema immunitario umano per far arrivare il farmaco dritto al bersaglio: le cellule tumorali. È il sistema messo a punto da Nicoletta Quattrocchi, ventinovenne ricercatrice italiana, che ne ha fatto il tema della sua tesi di dottorato in Medicina Molecolare e Traslazionale all’Università di Milano-Bicocca, guadagnandosi la pubblicazione sul sito della rivista Nature Nanotechnology.

“È noto – dice Quattrocchi – che in presenza di processi infiammatori, quale ad esempio un tumore, le cellule bianche del sistema immunitario, dette leucociti, sono capaci di passare dal circolo sanguigno al sito infiammato grazie al coinvolgimento di specifiche proteine espresse sulle loro membrane cellulari”.

Nel lavoro pubblicato su Nature Nanotechnology, la ricercatrice italiana dimostra come queste proprietà dei leucociti possano essere trasferite ai sistemi di “drug-delivery” ricoprendoli con membrane cellulari isolate dai leucociti stessi.

Lo sviluppo e l’ottimizzazione di questo sistema ibrido, costituito da particelle nanoporose di silicio ricoperte con membrane cellulari di leucociti, è avvenuto presso il dipartimento di Nanomedicina del Methodist Hospital System Research Institute a Houston. Qui Nicoletta Quattrocchi, con il contributo di Alessandro Parodi, del dipartimento di Nanomedicine al Methodist Hospital System Research Institute e del Dipartimento di Oncologia Sperimentale all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha dimostrato in vitro la capacità di questo sistema di sfuggire al riconoscimento del sistema immunitario e di interagire e trasmigrare attraverso un modello di sistema endoteliale.

Esperimenti preliminari su modelli animali hanno confermato queste proprietà, che si riflettono in una incrementata permanenza del farmaco nel circolo sanguigno e in un conseguente accumulo nel tessuto tumorale. “I dati ottenuti – aggiunge Quattrocchi – dovranno poi essere confermati attraverso studi clinici per provarne stabilità, immunogenicità, possibilità di migliorare la capacità di colpire il tumore e versatilità, ovvero l’applicazione in campi differenti da quelli presi in considerazione nella ricerca”. I vantaggi attesi da questo innovativo sistema sono dettati anche dalla sua possibile applicazione in tutte le patologie di natura infiammatoria, dal tumore all’aterosclerosi, che hanno come caratteristica comune la trasmigrazione dei leucociti dal circolo sanguigno al tessuto infiammato.

 

 

 

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