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Cavour e la chimica dei fertilizzanti

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A questa domanda risponde la Biblioteca Gabriele Goidanich della Facoltà di Agraria di Bologna che ha individuato il punto in comune tra l’Unità d’Italia e l’Anno la chimica nella figura di Cavour.

Non a tutti è noto che il conte Camillo Cavour svolse un ruolo determinante non solo nel Risorgimento italiano, ma anche nello sviluppo della chimica agraria e che quindi ben si presta a onorare entrambi gli anniversari.

Il contributo di Cavour all’agricoltura è stato sfaccettato: dalla messa a punto del barolo alla sistemazione idrogeologica del territorio risicolo piemontese; dalla lotta all’epidemia di iodio che attaccò la viticoltura italiana a metà dell’Ottocento alla fabbricazione di tubi per il drenaggio. Spicca tra queste attività, l’attenzione riservata ai fertilizzanti.

Cavour comprese l’efficacia del guano – di cui aveva visto l’applicazione durante i viaggi in Inghilterra – e ne promosse con la consueta energia l’importazione nel vercellese. Riconosciuta l’importanza, ne conseguì però anche la consapevolezza sia del prezzo elevato che del prossimo esaurimento dei cumuli creatisi in alcuni scogli del Perù e del Cile. Allora Cavour volle dare vita a una fabbrica di guano artificiale, ovvero di concime fosforico che riproducesse l’apporto nutritivo conferito al terreno dai guani.

La Biblioteca Gabriele Goidanich della Facoltà di Agraria di Bologna rende omaggio a “Cavour e la chimica dei fertilizzanti” con una mostra bibliografica, che presenta anche campioni delle sostanze utilizzate per concimare i terreni dall’Ottocento fino al 1940. Una prima sezione presenta le varie attività di Cavour in agricoltura, per poi percorrere il cammino della chimica agraria dall’insegnamento di Justus Liebig fino ai trattati divulgativi dei primi decenni del Novecento.

Durante l’inaugurazione, il 14 aprile 2011 alle 10.30, si terrà un dibattito a due voci tra uno storico del Risorgimento, il professor Angelo Varni, e un chimico agrario, il professor Claudio Ciavatta, moderati dal Preside della Facoltà, prof. Andrea Segrè. Dal confronto tra i due approcci alla figura di Cavour, si vuol far emergere il ruolo crescente della chimica per l’agricoltura italiana, a partire dalla fine dell’Ottocento.

di O.O.

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