Esposizione al radon, l'Enea attiva uno sportello per imprese e Pa | Chimici.info

Esposizione al radon, l’Enea attiva uno sportello per imprese e Pa

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Con la direttiva dello scorso dicembre 2013, l’Europa ha stabilito nuove norme fondamentali di sicurezza per la radioprotezione, con l’obbligo di applicazione da parte di tutti gli Stati membri. All’interno del nuovo quadro normativo, per la prima volta viene definito nella sua interezza il problema dell’esposizione al radon, gas radioattivo incolore, inodore e insapore che può provocare danni alla salute, perché se respirato emette radiazioni dannose per l’organismo umano. Il radon è una fonte di rischio particolarmente insidiosa, perché si accumula all’interno delle abitazioni, ed è tra le principali cause di tumore al polmone. In particolare la direttiva indica la necessità di adottare strumenti efficaci di prevenzione e mitigazione dei rischi sanitari sia per i lavoratori che per la popolazione.

Per rafforzare la sua attività nel campo della radioprotezione, l’Enea ha avviato il progetto “Sportello Radon”, che permetterà prevalentemente a Pa e ad organizzazioni di categoria di attivare direttamente presso la propria realtà territoriale (Comune, provincia, luoghi industriali ecc.) i servizi di informazione, misurazione e valutazione del rischio radon. Oltre al servizio di misurazione, l’Enea potrà garantire l’azione informativa e formativa sul territorio e attraverso i propri esperti fornire la valutazione del rischio associato ai risultati del monitoraggio, e dove necessario valutazioni dosimetriche specifiche nonché indicazione dei criteri per interventi di bonifica degli edifici e di verifica dell’efficacia.

“L’Italia, per la sua conformazione geomorfologica, è uno degli Stati ad alto rischio radon con concentrazione più elevate in alcune regioni, come il Lazio, la Lombardia, la Campania e il Friuli Venezia-Giulia”, spiega Massimo Calamosca, responsabile del Servizio di valutazione della concentrazione di Radon dell’Enea. “In atmosfera il radon si disperde velocemente ma nei luoghi chiusi, come case, uffici, negozi, interrati o a diretto contatto con il terreno, può raggiungere alti livelli di concentrazione. Predirne la concentrazione nelle singole abitazioni è praticamente impossibile, mentre è prontamente e facilmente eseguibile una sua misurazione

Attivo a Bologna dal 2000, il Servizio radon dell’Istituto di radioprotezione dell’Enea è costituito da un gruppo di ricercatori che ha sviluppato sistemi innovativi ed un brevetto per la misurazione passiva della concentrazione di radon, uno strumento di misurazione affidabile, prontamente fruibile e a basso costo che è in grado di fornire all’utente, in qualunque parte dell’Italia e anche all’estero. Nella pratica, viene fornito un misuratore di piccole dimensioni da installare nel luogo da monitorare per uno o più periodi consecutivi della durata complessiva di almeno 12 mesi. Al termine dei periodi di misurazione l’elemento sensibile del misuratore viene restituito al Servizio che elaborerà i risultati. Fino ad oggi il Servizio Radon ha eseguito oltre 20 mila valutazioni.

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