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Dal chitosano l'adesivo per la riparazione di tessuti

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Un nuovo materiale ibrido bioadesivo che permette sviluppi applicativi in campo medico. E’ il risultato pubblicato sulla rivista Advanced Materials, leader internazionalmente riconosciuta nel campo della scienza dei materiali, che gli ha dedicato la copertina del numero di ottobre.

Gli studiosi hanno messo a punto un nuovo materiale ibrido costituito da film di chitosano “drogati” con nanoparticelle d’oro allungate (nano-cilindri) attivabili mediante impulsi di luce laser. La radiazione laser conferisce al film polimerico interessanti proprietà bioadesive grazie all’attivazione dei filamenti di chitosano innescata dalla trasduzione dell’energia luminosa in energia termica a opera delle nanoparticelle d’oro.

Autori dello studio un gruppo di ricercatori dell’ateneo composto da Luigi Dei, associato di Chimica fisica presso il Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”, Sonia Centi, assegnista di ricerca del Dipartimento di Fisiopatologia Clinica, in collaborazione con Paolo Matteini, Fulvio Ratto, Francesca Rossi e Roberto Pini, ricercatori dell’Istituto di Fisica Applicata IFAC “Nello Carrara” del CNR.

“I nano-cilindri d’oro assorbono la luce nel vicino infrarosso nella cosiddetta “therapeutic window”, che consente alla luce laser di penetrare in profondità all’interno dell’organismo umano senza alcun effetto termico dannoso – ha spiegato Luigi Dei -. La conversione fototermica operata dalle nanoparticelle attiva le componenti polari delle catene polimeriche del chitosano producendo modificazioni della conformazione che originano adesione funzionale al tessuto biologico.”

I film sviluppati sono biocompatibili, resistenti, stabili in condizioni fisiologiche e idonei a ospitare principi attivi farmacologici – ha aggiunto Paolo Matteini – D’altro canto la matrice di chitosano consente una perfetta e omogenea distribuzione delle nanoparticelle d’oro e conferisce a queste un’eccellente stabilizzazione.”

“Grazie alle sue ottime proprietà bioadesive – ha sottolineato Dei – questo nuovo materiale ibrido può rivelarsi assai promettente per migliorare numerose applicazioni di frontiera nella medicina, quali la riparazione di tessuti, la sutura di ferite e il rilascio controllato di farmaci.”

di G.G.

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