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Confindustria: è necessario un rapporto più stretto fra università e impresa

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La crisi che investe attualmente l’economia mondiale, con l’incertezza sui tempi e sulle modalità della sua soluzione rende difficile “trattenere” i cervelli in fuga, quando essi sono la risorsa che può e deve segnarne la fine.

Adottare politiche di severa riduzione dei costi alla fine non paga, la soluzione rimane quella di lavorare sull’innovazione e per farlo bisogna inserire i giovani più qualificati nelle aziende. Si tratti di farmaci o di ingegneria dei tessuti, così come di oggetti della vita quotidiana, è, infatti, il binomio ricerca-innovazione la chiave della competitività.

Lo sa bene la Sezione Chimici di Confindustria Padova, da cui proviene l’appello a un rapporto più stretto con l’università per incentivare ricerca industriale e trasferimento tecnologico, ma anche a un maggiore investimento nella ricerca (1,3% del Pil).

Secondo un’indagine dell’Università’ di Padova il 30,2% dei dottori di ricerca in chimica formati tra 2004 e 2007 lavora in azienda o in un ente di ricerca. Una percentuale che sale al 32% a un anno dal dottorato. Nonostante i morsi della crisi, la chimica padovana prevede di assumere quest’anno 240 nuovi addetti in prevalenza tecnici, ma il 15,6% delle assunzioni è rivolto a laureati. Un dato incoraggiante che segnala l’interesse delle aziende chimiche per l’alta formazione e pone le premesse per trattenere i cervelli migliori.

Per favorire l’incontro tra laureati, dottori di ricerca e imprese chimiche Confindustria Padova organizza giovedì 26 novembre 2009 la IV Giornata ”Dottorandi e imprese si incontrano” in collaborazione con Confindustria Veneto, Universi di Padova, PST Galileo e Camera di Commercio di Padova.

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