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Chimica: Squinzi, produzione nel 2009 cala ancora

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Per il terzo anno consecutivo, la produzione del settore chimico in Italia è diminuita, registrando un calo del 4-5%, mentre per il 2010 le aspettative sono di una "stabilizzazione". Questo è quanto ha dichiarato alla stampa Squinzi, presidente di Federchimica. In Italia, il quadro della chimica è"a macchie di leopardo secondo i settori”, riferisce il presidente in occasione di un al workshop sulla Green Economy.

 “ Sono comunque discretamente ottimista – dichiara- perché sembra avviata la ripresa dei consumi negli Usa e solo da lì potrà ripartire la spesa mondiale". Le aziende italiane "sono fortemente impegnate nella green economy", citando a questo proposito anche quanto realizzato dalla sua azienda, la Mapei, che spende il 5% del suo fatturato alla ricerca e sviluppo per prodotti e tecnologie più compatibili per l’uomo e l’ambiente e volte a contenere le emissioni di CO2.

"In Italia nella chimica siamo virtuosi a livello di green economy, magari anche perché siamo stati obbligati dalle circostanze", riferisce il presidente, ricordando che il nostro Paese è uscito dalla grande chimica, dalla chimica di base, e si è dedicato alla chimica fine e alla chimica specializzata, complice l’elevato costo dell’energia (+30% in media in Italia rispetto ai principali competitor) e un sistema infrastrutturale inadeguato.

"Abbiamo ottimizzato i consumi della chimica italiana e dal 1991 a oggi abbiamo ridotto del 50% le emissioni", superando di gran lunga i target di Kyoto. Dietro il turbo del ‘Made in Italy’ vi è una forte innovazione con un grande contributo chimico", ha proseguito Squinzi, per il quale, "in un Paese dove mancano le materie prime, l’unica cosa da fare è far funzionare la materia grigia e quindi dedicarsi alla ricerca".

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