Biopolimeri in Italia: 145 aziende attive e un fatturato di 370 milioni | Chimici.info

Biopolimeri in Italia: 145 aziende attive e un fatturato di 370 milioni

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Assobioplastiche ha presentato il report annuale sul mercato dei biopolimeri in Italia, realizzato dalla società di consulenza Plastic Consult. L’analisi, per dare continuità con il lavoro svolto nel 2012, include un focus specifico sul segmento degli “shopper” durante la fase di transizione dell’iter normativo. L’analisi è stata svolta attraverso il contatto con oltre 100 aziende di produzione, trasformazione e seconda lavorazione. Sono state effettuate oltre settanta interviste ad aziende della filiera.

I polimeri compostabili trovano sbocco in numerose applicazioni, che spaziano dagli shopper ai sacchetti per la raccolta differenziata dell’umido organico, al film per il confezionamento degli alimenti freschi, a piatti, bicchieri e posate monouso, ai contenitori per gastronomia e catering, al film agricolo, alle pre-forme per bottiglie di acque minerali.

I risultati dello studio indicano per il settore un numero di 145 aziende attive: si tratta di 16 produttori e distributori di materie prime, 77 aziende di prima trasformazione di polimeri compostabili e una cinquantina di operatori che effettuano seconde lavorazioni. Per quanto riguarda gli addetti, le aziende identificate da Plastic Consult occupano complessivamente circa 1.300 unità dedicate alle lavorazioni dei polimeri compostabili. La filiera produttiva ha generato nel 2012 un fatturato specifico di circa 370 milioni di euro.

I volumi di polimeri compostabili lavorati nel 2012 sono stati poco meno di 40 mila tonnellate, e l’andamento del settore è stato a due velocità. Hanno registrato un ottimo tasso di crescita numerosi segmenti tra cui si segnalano gli articoli monouso a +55%, grazie anche al traino delle forniture alle olimpiadi di Londra 2012, e il segmento dei sacchetti per l’umido +10% trainati alla diffusione della raccolta differenziata della frazione organica. Ha sofferto invece il principale mercato, quello degli shopper, fortemente penalizzato sia dall’incompletezza della normativa che ne ha visto l’utilizzo relegato quasi esclusivamente, circa l’85%, nell’ambito gdo, sia dalla progressiva diffusione delle borse riutilizzabili, fatto questo auspicato dalla legge e sempre sostenuto da Assobioplastiche.

“Ipotizzando il completamento dell’iter normativo sugli shopper e l’estensione della raccolta differenziata dell’umido in tutta Italia, il settore potrebbe avvicinarsi rapidamente al miliardo di euro di valore e generare ulteriori progetti industriali nel territorio – ha dichiarato Marco Versari, presidente di Assobioplastiche –“.

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