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BioBottle, la bottiglia tutta vegetale

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Si chiama BioBottle e non utilizza neanche una goccia di petrolio in quanto realizzata in PLA il biopolimero che si ricava dalla fermentazione degli zuccheri vegetali. È stata presentata in occasione di Biopolpack, il congresso nazionale sugli imballaggi in polimeri biodegradabili che tenutosi all’Università’ di Parma il 15 e 16 aprile.

Prodotta da Sant’Anna, Bio Bottle è compostabile: si conserva come le bottiglie di plastica tradizionale, ma si biodegrada completamente in 80 giorni negli appositi siti di compostaggio. Inoltre, a differenza delle plastiche più comuni, è riciclabile chimicamente: una Bio Bottle nuova nasce da una Bio Bottle usata, senza usare petrolio e senza inquinare l’atmosfera.

Gli studi condotti al dipartimento di Chimica clinica e microbiologia e Sanità pubblica dell’Università’ di Torino hanno permesso di dimostrare che il biopolimero utilizzato è adatto a contenere acqua minerale. L’impiego di risorse rinnovabili per produrre questo biopolimero riduce la dipendenza dai combustibili fossili e, grazie a processi manifatturieri più sostenibili, contribuisce all’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica.

650 milioni di bottiglie Sant’Anna Bio Bottle permettono un risparmio di 176.800 barili di petrolio con cui riscaldare per un mese una città di 520.000 abitanti e riducono le emissioni di CO2 pari a un’auto che compia il giro del mondo per 30 mila volte in un anno. Il prodotto ha già ottenuto il riconoscimento del marchio Cic dal Consorzio Italiano Compostatori, che promuove una politica di riduzione dei rifiuti.

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