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Artemisinina e ossigeno per combattere il cancro

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Torna all’attenzione del mondo scientifico l’artemisinina, il derivato della pianta Artemisia annua L., una sostanza già utilizzata per combattere i parassiti della malaria, ma che, secondo i risultati di uno studio ancora in fase sperimentale di alcuni ricercatori della Washington University e della Washington State University, potrebbe rivelarsi utile anche in caso di cancro.

A quanto pare le proprietà benefiche di questa pianta erano note già secoli fa e sono tornate alla ribalta nei primi anni ‘70, quando il leader cinese Mao Tse-tung avviò un programma scientifico per lo sviluppo di un trattamento contro la malaria. Il caso volle che un agricoltore cinese scoprì una tomba di 2.000 anni con tre corpi dissodando un terreno. In una delle sepolture fu trovato un rotolo di seta che annotava formule e ricette tra le quali l’uso dell’artemisinina per trattare la malaria.

L’idea dei ricercatori, guidati dal prof. Henry Lai, è stata ora quella di combinare l’azione dell’artemisinina con quella di un ambiente carico di ossigeno per sconfiggere il tumore. I ricercatori hanno scoperto in laboratorio che nelle cellule umane colpite da leucemia, un tumore del sangue, l’ossigeno somministrato con una pressione tre volte più alta di quella naturale in combinazione con l’artemisinina riduce la crescita del tumore del 38%.

“Questo in sole 48 ore di test – dice Henry Lai -. Noi ci aspettiamo che gli effetti sui tempi lunghi possano essere ancora più drastici”.

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