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Arsenico nell'acqua potabile: a rischio molti comuni

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Troppo arsenico nell’acqua provoca il cancro. Per questo sono finiti nel mirino di Bruxelles i numerosi Comuni italiani che non rispettano i parametri europei per quanto riguarda la presenza naturale, nelle acque destinate al consumo, di arsenico, floruro e borio.

L’Italia aveva chiesto a questo scopo un’ulteriore deroga che l’Ue ha rifiutato. In questo modo molti comuni situati in Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto-Adige e Umbria potrebbero ritrovarsi a vietare di bere l’acqua.

La Commissione europea ha però parzialmente accolto le richieste dell’Italia: il massimo consentito per la concentrazione di arsenico sarebbe di 10 milligrammi per litro, ma la Commissione Europea ha autorizzato una deroga “per valori di arsenico fino a 20 milligrammi il litro” spiegando che: “Le prove scientifiche nei documenti indicati in riferimento negli orientamenti dell’Organizzazione mondiale della sanità, e nel parere del Comitato scientifico dei rischi sanitari e ambientali, consentono deroghe temporanee fino a 20 milligrammi il litro, mentre valori di 30,40,50 milligrammi il litro determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro”.

Tuttavia anche le deroghe autorizzate dovranno rispettare alcuni imperativi. In primo luogo, per quanto riguarda il consumo di acqua potabile da parte dei neonati e dei bambini fino all’età di tre anni, l’Italia deve assicurare che la fornitura di acqua rispetti i valori dei parametri della direttiva Ue. Inoltre, le autorità italiane devono informare gli utenti sulle modalità per ridurre i rischi legati all’acqua potabile per la quale è stata concessa la deroga, in particolare per quanto riguardi i neonati e i bambini fino a tre anni.

La decisione della commissione e la lista dei comuni “fuorilegge”

di G.G.

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