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Ancora bilanci in rosso per l’industria chimica europea

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Tempo di trimestrali per i colossi della chimica europea, con risultati che, a voler cercare una nota positiva, mostrano un lieve miglioramento rispetto ai primi tre mesi dell’anno, pur continuando ad evidenziare segni meno rispetto al 2008.

BASF ha presentato ieri i dati del secondo trimestre. Risultati che non sono piaciuti agli analisti. Le vendite a livello di gruppo sono scese del 23% a 12,5 miliardi di euro (-31% a parità di portafoglio) e l’Ebit ha segnato una flessione del 53% a 1,14 miliardi, un risultato che sconta la caduta di volumi e prezzi.

Se agricoltura e chimica di base hanno risollevato un po’ i conti, le plastiche continuano a mostrare un trend negativo: le vendite sono infatti scese del 29,9% a 1,750 miliardi di euro, mentre il margine operativo ha mostrato un crollo del 51,6% a 138 milioni. Il giro d’affari ha scontato una flessione sia dei volumi venduti, -19%, sia dei prezzi medi, -15%. I margini mostrano però un miglioramento rispetto al primo trimestre 2008. Per quanto riguarda le prospettive a breve, la società non si aspetta significativi miglioramenti entro fine anno e prevede di chiudere l’esercizio con una significativa flessione di fatturato e utili rispetto allo scorso anno.

Anche il gruppo belga Solvay sottolinea il miglioramento dei conti rispetto ai primi tre mesi dell’anno, segnale che indicherebbe una progressiva stabilizzazione della domanda, anche se a livelli molto bassi. Detto questo, le vendite a livello di gruppo tra aprile e giugno sono scese a 2 miliardi di euro, contro i 2,35 miliardi del secondo trimestre 2008 (-12%), mentre l’Ebit ha accusato una caduta del 35% a 133 milioni di euro.

Per quanto concerne le attività nelle materie plastiche, il gruppo belga indica vendite per 724 milioni di euro, in declino del 27% rispetto ai 995 milioni del primo trimestre 2008, mentre il margine operativo segna una flessione del 95% a 4 milioni di euro. Prendendo come riferimento i primi sei mesi dell’anno, le vendite sono scese del 31%, da 1,95 a 1,3 miliardi di euro. Più accentuata la flessione dei prodotti vinilici (-33%), che hanno scontato una significativa caduta dei prezzi, rispetto a specialità e tecnopolimeri (-28%).

Vendite in calo anche per Clariant, che chiude il secondo trimestre con un giro d’affari di 1,6 miliardi di franchi svizzeri, contro i 2,1 miliardi dello scorso anno (-24%), e con un Ebit a 69 milioni, in netta flessione rispetto ai 143 milioni dello stesso periodo 2008. Anche per il gruppo svizzero il margine operativo mostra però un miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno (negativo per 13 milioni di franchi), grazie anche alle misure attuate per ridurre i costi e migliorare l’efficienza. Il risultato netto resta comunque negativo per 61 milioni di franchi.

Ulteriori misure sono già state decise. La società vuole semplificare la sua organizzazione, eliminando un livello manageriale a livello divisionale e rendendo più autonome le dieci unità di business, con l’obiettivo di aumentare la flessibilità e la reattività dei singoli segmenti.

Per quanto concerne le previsioni per l’intero 2009, Clariant prevede una flessione delle vendite introno al 16-20% rispetto all’esercizio 2008. Nel frattempo continuerà ne processo di riduzione dei costi, con l’obiettivo di ottenere risparmi per 200-300 milioni di franchi già da quest’anno. Sono previsti anche tagli occupazionali nel corso del 2009 e del 2010.

Fonte: Polimerica

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