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Amianto: l'analisi spetta al chimico

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L’amianto è ancora un grave problema ambientale e sanitario a causa del massiccio uso che ne è stato fatto in passato: è stata la sostanza più devastante nella storia moderna nel mondo del lavoro. Lo smaltimento è ancora oggi un problema prioritario. Fabrizio Martinelli, presidente dell’Ordine interregionale dei chimici di Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise in occasione del convegno “’Amianto: un caso aperto” ha dichiarato in proposito: “L’amianto è un materiale, un elemento che può e deve essere analizzato chimicamente; secondo la normativa, l’analisi spetta al chimico”.

“L’amianto -aggiunge- è poi oggetto di un profilo normativo specifico: esiste una norma, un regolamento del ministero della Salute, secondo cui i laboratori che effettuano analisi su materiali contenenti amianto devono essere qualificati, accreditati e iscritti in appositi registri”.

Ma non è sempre cosi. Le analisi su materiali contenenti amianto vengono effettuate, nel Lazio, anche da laboratori che non hanno nel proprio organico dei chimici, come previsto invece dalla normativa vigente. “I chimici hanno un ruolo assolutamente centrale in questo ambito e credo che non ci sia discussione con nessun altra professione di nessun genere sulla competenza dei chimici riguardo alla materia dello smaltimento e dell’identificazione dell’amianto. Questa è una materia propria dei chimici e cercare di farne a meno significa semplicemente esporre un segmento di popolazione a rischi molto alti” interviene Armando Zingales, presidente del Consiglio nazionale dei chimici.

“L’amianto in Italia – sottolinea Zingales – è anche un problema di business e questa è una cosa per certi versi preoccupante, perché laddove ci sono dei business la malavita e le organizzazioni criminali si fanno avanti per prenderli in mano. I chimici sono in prima linea – rimarca Zingales – per impedire che si creino condizioni anche di corruzione o di deviazione dalla ‘retta via’, per contrastare atteggiamenti e operazioni che miravano a creare dei veri ‘monopoli’ di chi poteva agire per sistemare i problemi dell’amianto e per fare le analisi dell’amianto. Il Consiglio nazionale dei chimici contesta con forza e violenza -ripete- tutti quei lacci e laccioli, che, in alcuni casi, forse per eccesso di prudenza, vengono posti per la definizione delle modalità di esecuzione dell’analisi dell’amianto, in deroga a quelle che sono le norme generali”.

di G.G.

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