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Conoe: dagli oli vegetali 49 tonnellate di biodiesel

Oltre 62mila tonnellate di oli vegetali raccolti nel 2015, l’85% avviate a rigenerazione per la produzione di biodiesel: sono i dati presentati dal Consorzio nazionale per la raccolta e il trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti

Infografica CONOE
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Dal primo bilancio, curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sugli impatti ambientali ed economici del CONOE emerge che nel 2015 sono state raccolte oltre 62mila tonnellate di oli vegetali esausti, in aumento del 44% rispetto al 2010, e l’85% sono state avviate a rigenerazione per la produzione di biodiesel: un combustibile vegetale non tossico e completamente biodegradabile che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o miscelazione di carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di CO2 nel settore dei trasporti.

Il restante 15% dell’olio vegetale raccolto in Italia viene invece recuperato in molteplici processi e applicazioni: sorgente di energia rinnovabile in impianti di co-generazione, bio-lubrificanti, prodotti per la cosmesi, saponi industriali, inchiostri e cere.

I dati principali
Nel 2015, grazie alle 53mila tonnellate di oli vegetali esausti rigenerate sono state prodotte 49 tonnellate di biodiesel CONOE, consentendo un risparmio sulla bolletta energetica del Paese di 17 milioni di euro. I bilanci di Carbon footprint e Water footprint per i quantitativi di oli gestiti dal CONOE lo scorso anno e avviati a produzione di biodiesel comportano un beneficio ambientale netto per il Paese pari a 152mila tonnellate di CO2 evitate e a 63mila metri cubi di acqua risparmiati.

CONOE infografica

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Questa forma di recupero promuove la crescita dell’economia circolare e scongiura impatti dannosi sull’ambiente e sulla salute. Basta infatti un chilo di olio vegetale esausto a inquinare una superficie d’acqua di 1.000 metri quadrati, perché impedisce l’ossigenazione compromettendo l’esistenza della flora e della fauna sottostanti; se invece smaltiti nella rete fognaria, come spesso avviene nell’utilizzo domestico, gli oli vegetali esausti pregiudicano il buon funzionamento della rete stessa intasando condutture e depuratori: la depurazione delle acque inquinate da questo rifiuto richiede costi quantificabili in 1,10 euro al chilogrammo.

 

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