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Le Casse verso una nuova vigilanza

Fuori strutturati, prodotti illiquidi e opachi, dentro titoli scambiati sui mercati regolamentati...

No comment - 11 luglio 2011

Fuori strutturati, prodotti illiquidi e opachi, dentro titoli scambiati sui mercati regolamentati, trasparenti meno costosi e magari più remunerativi. In sintesi è questo il senso della rivoluzione che si sta preparando per gli enti pensione dei professionisti italiani: uscite malconce dalla crisi finanziaria con diversi strascichi giudiziari, le Casse previdenziali vengono affidate alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), almeno per quanto riguarda il controllo sugli asset finanziari investiti. Un'applicazione dei criteri di vigilanza della previdenza complementare di secondo pilastro ai soggetti della previdenza obbligatoria. Lo prevede la manovra varata dall'Esecutivo e controfirmata dal Presidente della Repubblica. Un testo che potrebbe essere rivisto in sede di conversione in Parlamento entro sessanta giorni. Un passaggio non automatico; lo testimonia anche il processo evolutivo del testo, variato e corretto più volte negli ultimi giorni; su cui – è il caso di presumerlo – si prefigura l'intervento delle lobby.
Per quanto riguarda la vigilanza sulle Casse, Covip dovrà far rispettare il decreto che verrà emanato dal Ministero dell'Economia (di concerto con quello del Lavoro e la Covip stessa); un decreto che definisce i criteri e i limiti di investimento, oltre alla normativa sui conflitti di interesse, analogo a quello che regola la previdenza complementare, il 703/96, in via di revisione. Regole da implementare dopo una consultazione con il mercato e i vigilati; una circostanza in cui l'Adepp, associazione degli enti previdenziali, intende far sentire la propria voce, anche e soprattutto per convincere la Commissione guidata da Antonio Finocchiaro a utilizzare il codice di autoregolamentazione degli investimenti, che l'Adepp ha in animo di definire.
Da considerare però il nodo strutturati: in futuro Covip prevederà un periodo transitorio di adeguamento. Ma vista la scadenza di alcuni titoli non quotati e difficili da "smontare" anche oltre il 2020, c'è da capire cosa ne sarà di una fetta importante del patrimonio mobiliare degli enti pensione dei professionisti italiani.
Altro nodo è rappresentato dalle risorse: in Covip lavorano 73 persone, contratti a termine compresi e le indicazioni sui "rinforzi" in manovra sono abbastanza generici: di concerto con i ministeri del Lavoro e dell'Economia, Covip potrà avvalersi di personale «acquisito da altre pubbliche amministrazioni mediante collocamento in posizione di comando fuori ruolo». Da sciogliere e definire anche i criteri contabili con cui Covip si troverà a valutare gli asset in cui le Casse investono. Un tema non trascurabile vista soprattutto la complessità degli strumenti strutturati in cui in passato hanno investito. Gli strascichi sono ancora sul terreno: dopo la richiesta di Enpam (medici) di 43 milioni di euro a Sri Capital Advisers, accusata di non aver rispettato i termini di un incarico di consulenza sul loro patrimonio, è arrivata in settimana la contro causa: Sri ha citato in giudizio Enpam per le dichiarazioni lesive di alcuni suoi vertici. La richiesta di Sri a Enpam è di 100 milioni di euro.

I NUMERI DELLE CASSE:

83 miliardi €  Patrimonio fondi pensione

26 miliardi € è il totale degli asset dei fondi pensione di secondo pilastro

Tratto da: Il sole 24 ore del 9 Luglio 2011

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