Basta con la plastica, via a soluzioni in grado di sostituire questo materiale dannoso quanto purtroppo utile. Ed è dall'Italia che ne arriva una che pare potrebbe davvero rivoluzionare questo settore. Il nuovo materiale si chiama Minerv ed è stato sviluppato da due ricercatori italiani, Marco Astorri e Guy Cicognani, della Bio-On di Minerbio (Bo).
Alla base di Minerv c'è un polimero, che viene dalla barbabietola da zucchero, il Polyhydroxyalkanoato o “Pha”, ricavato appunto da barbabietole e derivati.
Come spiegano i ricercatori: “Polyhydroxyalkanoato o PHAs sono un poliestere lineare prodotto in natura da una fermentazione batterica di zucchero. Più di 100 differenti monomeri possono essere uniti da questa famiglia per dare vita a materiali con proprietà estremamente differenti. Possono essere creati materiali termoplastici o elastomerici, con il punto di fusione che varia da 40 a oltre 180°C. MINERV-PHA è un biopolimero PHA ad elevata prestazione. MINERV-PHA ha ottime proprietà termiche. Attraverso la caratterizzazione è possibile soddisfare esigenze produttive da -10°C a +180°C. Il prodotto è particolarmente indicato per la produzione di oggetti attraverso metodi di produzione ad iniezione o estrusione. Sostituisce inoltre prodotti altamente inquinanti come PET, PP, PE, HDPE, LDPE”.
Il PHAs si produce naturalmente e si biodegrada senza inquinare e senza lasciare tracce, potrebbe quindi essere la nuova soluzione per creare plastica senza utilizzare il petrolio.
“Il prodotto MINERV-PHA – si legge sul sito dell'azienda - accentua il suo fattore di biodegradabilità in acqua batteriologicamente non pura. Questo tipo di biodegradazione dei polimeri rappresenta il ‘futuro’ della biodegradabilità mondiale. La scomparsa naturale e in pochi giorni di un bio polimero in acqua batteriologicamente non pura (es.: fiume) è un risultato raro e molto difficile da ottenere. MINERV-PHA è il primo bio polimero ottenuto da co-prodotti dello zucchero ad ottenere questo importante risultato. In 10 giorni all'interno di normale acqua di fiume MINERV-PHA si trasforma in acqua di fiume oppure in acqua di mare”.
Il cambiamento sembra essere molto vicino, Minerv dovrebbe andare in produzione già nel 2012 e l'azienda dovrebbe essere in grado di produrne 10mila tonnellate l’anno. Sinora Astorri e Cicognani hanno investito 450mila euro per le licenze e, quest’anno, si sono impegnati a versarne altri 2,3 milioni per depositarne di nuove con validità ovunque.
Nel 2020 la domanda di Pha punterà alle 890mila tonnellate con una crescita annuale del 25% da oggi al 2015. Ecco i numeri di una vera rivoluzione.