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La molecola di berillio non è più un rompicapo

Confermata la presenza di un dodicesimo livello vibrazionale del dimero di berillio mediante le tecniche di morphing

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Pubblicato sul Canale chimica il 11 dicembre 2009

Il dimero di berillio ha lasciato perplessi  i chimici per circa 80 anni a causa della sua interazione inaspettatamente forte tra i due atomi che compongono il dimero.

Si è creduto, infatti, che tra di essi vi fosse una repulsione reciproca. Ciò in accordo con la teoria che spiega in che modo si dispongono gli elettroni nei diversi orbitali quando si forma una molecola. Tuttavia, negli anni sessanta si è scoperto che invece di produrre un’interazione repulsiva, i due atomi in realtà si attraggono.

L’arcano è stato svelato da un gruppo di ricercatori guidati da Krzysztof Szalewicz e Konrad Patkowski dell’Università del Delaware e da Vladimír Spirko dell'Accademia delle scienze della Repubblica ceca e pubblicato su Science. Il team è riuscito a dimostrare la presenza di un dodicesimo e più alto livello vibrazionale della molecola di berillio, grazie alle tecniche di morphing, che permettono di effettuare semplici variazioni nella curva teorica dell'energia di interazione per trovare un accordo con i dati rilevati sperimentalmente.

Prima di loro più di 100 lavori teorici avevano tentato negli ultimi decenni di rendere conto di questa energia di legame. Tra i più recenti, un gruppo di ricerca della Emory University ha pubblicato i risultati di un studio sperimentale che ha registrato l'energia vibrazionale degli atomi legati per 11 livelli, riuscendo infine a riconciliare dati sperimentali e modelli teorici.

Ma tutto ciò non era sufficiente perché come riferisce Patkowski: “Il lato interessante della faccenda è che la chimica elementare prescrive che i due atomi non si debbano legare, e invece lo fanno, e in modo assai forte”.



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