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L'enzima DprE1 e' la chiave per sconfiggere la tubercolosi

All'Universita' di Pavia si studia un nuovo bersaglio terapeutico per progettare nuovi farmaci piu' efficaci

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Pubblicato sul Canale chimica il 11 settembre 2012

Un gruppo di ricerca internazionale che vede la presenza di scienziati italiani dell’Università di Pavia sta portando avanti la scoperta di nuovi farmaci antitubercolari, molto efficaci nel trattamento della tubercolosi multi-resistente.

Nel 2009 nell’ambito di un progetto finanziato dalla Comunità europea (FP6) il gruppo di Microbiologia, diretto dalla Prof.ssa Giovanna Riccardi presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia, ha pubblicato su Science la scoperta di una nuova e promettente classe di farmaci antitubercolari, i nitro-benzotiazinoni (BTZ) e il relativo bersaglio cellulare, l’enzima DprE1 (decaprenilfosforil-b-D-ribofuranosio-2′-epimerasi).

Questo enzima è essenziale per la sopravvivenza del patogeno e per la sua capacità di infettare l’uomo. Quando DprE1 è inattivato, la crescita batterica è completamente bloccata perché questa proteina catalizza un passaggio importante nella biosintesi della parete cellulare, l’involucro che circonda la cellula e impedisce l’accesso alla maggior parte delle molecole, inclusi gli antibiotici. Data l’importanza di questo nuovo bersaglio terapeutico, lo studio di DprE1 a livello molecolare permette di progettare nuovi farmaci ancora più efficaci che si legano specificamente al sito attivo dell’enzima e ne bloccano l’accesso.

Gli sforzi combinati del gruppo di Microbiologia e di quello di Biologia Strutturale hanno ora permesso di ottenere un altro importante risultato pubblicato su Science Translational Medicine il 5 settembre 2012. Il lavoro ha portato alla caratterizzazione dettagliata della struttura della DprE1 nella sua forma nativa e in complesso con l’inibitore BTZ043, che è attualmente in fase di sviluppo pre-clinico come candidato per la terapia combinata nel trattamento della tubercolosi.

In particolare il gruppo di Pavia ha ottenuto i cristalli che hanno permesso di determinare la struttura tridimensionale della DprE1 e ha sviluppato il protocollo per testare l’attività inibitoria dei vari composti BTZ.

O.O.



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