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L'energia che scorre lungo un polimero

Un nuovo studio sul processo di trasporto di energia lungo una singola molecola di polimero per una svolta nelle applicazioni

chimica - 20 ottobre 2010

I polimeri conduttori sono materiali plastici scoperti agli inizi degli anni settanta (esattamente nel 1971, da Shirakawa) in grado di condurre la corrente elettrica che promettono di rivoluzionare una vasta gamma di prodotti di uso comune.

I polimeri conduttori, infatti, accoppiati a semiconduttori tradizionali (inorganici) o polimerici sono utili alla realizzazione di celle fotovoltaiche, di dispositivi elettronici (LEDs, diodi, transistors, ecc.) o optoelettronici; sono poi in fase di studio innumerevoli applicazioni biotecnologiche e industriali (biosensori, catalizzatori, tessuti conduttori, sensori di gas, ecc.), così come applicazioni biomediche innovative (tipo far ricrescere i nervi danneggiati mediante applicazioni di polimeri conduttori in cui si fa passare una debole corrente...), che nel volgere di pochi anni promettono di cambiare radicalmente il nostro modo di vivere.

Un team di ricercatori dell'università McGill ha portato a termine uno studio sul processo di trasporto di energia lungo una singola molecola di polimero, un passo fondamentale verso queste applicazioni. “Possiamo facilmente studiare il trasporto di energia in un cavo dello spessore di un capello, ma immaginate lo studio di questo processo in una singola molecola di polimero, il cui spessore è un milione di volte più piccolo“ riferisce il Dott. Gonzalo del Dipartimento di Chimica McGill, a capo della ricerca. Il team ha intrappolato le molecole di polimero in vescicole microscopiche e utilizzando microscopi elettronici hanno visualizzato la loro capacità di trasporto dell’energia nelle varie conformazioni.

"Questa ricerca è una novità perché siamo in grado di “guardare” il trasporto individuale di energia nelle singole molecole polimeriche piuttosto che ottenerla da miliardi di queste. E 'come guardare le caratteristiche di una singola persona, anziché dover fare affidamento sui dati di tutta la popolazione mondiale" spiega.

Gli studi sono fondamentali per le applicazioni future, come i sensori che comportano la rilevazione e la differenziazione delle cellule, agenti patogeni e tossine. Essi possono anche aiutare in futuro a sviluppare materiali ibridi organici-inorganici.

La ricerca è stata pubblicata on line dalla Proceedings of National Academy of Sciences.

di G.G.

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