È coordinato da Emilio Migneco del Laboratori del Sud dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) il progetto europeo Km3NeT, che ha l’obiettivo di realizzare un telescopio sottomarino destinato a rilevare dal fondo del Mediterraneo, a 3.500 metri di profondità, i neutrini che provengono dal centro della galassia.
La costruzione prenderà il via grazie a un finanziamento italiano proveniente dai fondi strutturali europei Pon, di 20,8 milioni di euro, una cifra inferiore alla richiesta iniziale di 45 milioni per realizzare 60 delle 300 torri previste complessivamente: si tratta in pratica delle strutture verticali sulle quali si trovano i sensori, gli “occhi” del grande telescopio sottomarino.
Km3NeT è annoverato tra le ricerche di punta individuate dalla Commissione europea nell’ambito della fisica del futuro. “Con i fondi assegnati potremo partire immediatamente - ha detto all’Ansa Emilio Migneco -. Tuttavia, malgrado il progetto sia stato valutato molto bene, per esigenze di budget, il finanziamento e' stato ridotto, così come il numero delle torri, che è passato da 60 a 30”.
Ovviamente, come ha fatto notare il coordinatore del progetto, riducendo il numero delle torri si diminuisce anche la sensibilità dell'apparato. Nonostante questi “tagli” il progetto europeo resta di fondamentale importanza: al mondo esiste soltanto un altro telescopio simile ed è l'americano Icecube, il telescopio che affonda nel ghiaccio antartico per 2,5 chilometri di profondità.
Considerando che i fondi strutturali europei vanno spesi entro 2014, si prevede di completare entro 6 mesi la messa a punto dei prototipi delle prime torri, in seguito sarà verificata la funzionalità della soluzione scelta.
O.O.