Grandi opere come la Monna Lisa di Leonardo o la Cappella Sistina affrescata da Michelangelo non avranno più segreti: grazie ad un'innovativa tecnica messa appunto dagli scienziati della McGill University, in Canada, si potranno individuare i "suoni" emessi dai quadri. Si tratta della spettroscopia fotoacustica ad infrarossi, grazie alla quale si possono rilevare le frequenze sonore dei colori.
Mediante tale tecnica è possibile rivelare il canale di decadimento non-radiativo; questo tipo di informazione è significativa nello studio di diversi materiali, in particolare dei semiconduttori. I vantaggi di questa tecnica sono molteplici: è non-invasiva e consente di sondare l’assorbimento ottico di un materiale a varie profondità, controllando opportunamente la frequenza di modulazione della radiazione incidente. In secondo luogo, essa è decisamente versatile: permette lo studio di materiali di diversa natura: cristallini, amorfi, polveri, gel, e perfino campioni biologici.
Il metodo, che consentirà ai restauri conservativi di essere più fedeli all'originale, si basa su principi teorici elaborati nel 1880 Alexander Graham Bell, il ricercatore scozzese che nel 1876 brevettò il telefono negli Usa.
Utilizzando tale tecnologia i tecnici canadesi del Dipartimento di Chimica guidati da Ian Butler, il cui studio è pubblicato su "Spectrochimica Acta Part A", hanno classificato 12 tra i pigmenti più adoperati nel corso dei secoli dagli artisti e si apprestano a creare una banca dati utile anche ai periti forensi per stabilire l'autenticità delle opere.
achab79
14 aprile 2012 alle 15:53:31
Alexander G. Bell ha rubato l'invenzione del telefono ad Antonio Meucci, nel 2002 gli stessi americani hanno,finalmente, riconosciuto tale merito all'italiano.