ROMA - Il governo ha chiesto stamani la fiducia del Senato sul maxiemendamento che sostituisce il decreto contenente la manovra bis e il pacchetto liberalizzazioni.
Lo ha annunciato in aula il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, precisando che il maxiemendamento recepisce anche 13 proposte di modifica approvate dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama e inserisce altre variazioni decise dal governo.
Chiti ha voluto precisare che la richiesta della fiducia è legata a ragioni "di urgenza e complessità" del provvedimento e non "a dubbi o mancanza di coesione della maggioranza né a un comportamento non corretto dell'opposizione, che anzi ha svolto il suo compito".
Il voto è previsto per stasera, secondo il capogruppo di Prc al Senato, Russo Spena. Il provvedimento passerà poi all'esame della Camera per la seconda lettura. Il centro sinistra gode al Senato di soli due voti di maggioranza non considerando i sette senatori a vita. Per la parte riguardante i conti pubblici, il decreto prevede per l'anno in corso una correzione di 0,1 punti di Pil e di mezzo punto entro il 2007. L'intervento, insieme con la prossima Finanziaria, dovrebbe consentire all'Italia di tornare entro il 3% del deficit/Pil il prossimo anno, come concordato in sede Ue dal precedente governo. In totale di tratta di una manovra lorda di 3 punti di Pil.
Le norme sulle liberalizzazioni, ideate dal ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, sono state in parte modificate in commissione e a seguito dell'accordo con i tassisti. Proseguono invece le proteste di altre categorie professionali come avvocati e farmacisti.
Gli interventi più significativi rigurdano le banche con l'azzeramento delle spese di chiusura dei conti correnti, mentre sparisce l'adeguamento automatico dei tassi debitori alle variazioni stabilite dalla Bce, previsto invece nella prima versione del decreto.
Un emendamento del governo ha eliminato il regime della retroattività nella abolizione dell'Iva sugli immobili non abitativi.
Per le assicurazioni scompare la figura di agente monomandatario e viene introdotto l'obbligo di indicare la provvigione dell'intermediario in preventivi e polizze.
Le stock option avranno, in generale, il trattamento fiscale del reddito da lavoro.
Per i taxi viene recepito l'accordo raggiunto con la categoria, dunque scompare il cumulo delle licenze. Vengono invece previsti concorsi straordinari per il rilascio di nuove licenze a titolo gratuito od oneroso. Il testo prevede poi la vendita dei farmaci da banco nei supermercati con la presenza e l'assistenza di un farmacista.
Si potrà pagare la parcella dei professionisti in contanti fino ad un massimo di 1.000 euro nel 2006 (tale limite scenderà nei prossimi anni). Scompaiono le tariffe minime e massime e il divieto di pubblicità.
Fonte: Reuters 25 Luglio 2006