Una cassetta di medicinali aventi più di duemila anni è stata rinvenuta in una nave affondata al largo della Toscana nel 130 a.C., che trasportava medicine e vetri siriani. Le pillole rinvenute nel carico dell'imbarcazione sono state cosi messe a confronto con il database genetico conservato dai NIH, i National Institutes of Health.
I ricercatori hanno così identificato gran parte del contenuto: carote, radicchio, cipolle selvatiche, cavolo ed achillea ma anche sostanze esotiche come estratto di ibisco, importato dall'Asia orientale, dall'India o dall'Etiopia. A scoprirlo, una ricerca dello Smithsonian Institution's National Museum of Natural History (Washington DC) diretta da Alain Touwaide e descritta dalla rivista “New Scientists”.
Dunque, le pillole, fatte secondo le prescrizioni di Galeno e altri medici come lui, esistevano veramente ed erano fatte con gli estratti di varie piante ed erbe, provenienti anche da paesi lontani. “Per la prima volta abbiamo la prova fisica e reale - commenta Alain Touwaide dello Smithsonian Institute - di quanto ci hanno tramandato i medici greci, come Galeno e Dioscoride, e delle prescrizioni che erano soliti fare gli antichi greci”.
“La maggior parte di queste piante sono note per essere state utilizzate nel trattamento di persone malate” spiega Fleischer. Il millefoglie arresta la fuoriuscita di sangue, e Dioscoride Pedanio, un medico e farmacologo della Roma del primo secolo dopo Cristo, descrive la carota come una cura per molti problemi: “Si dice che i rettili non attacchino le persone che l’hanno assunta; aiuta inoltre il concepimento”.
Le pillole hanno anche riservato delle sorprese. Una di queste è la presenza di girasole, che si riteneva fosse apparso in Europa dopo la scoperta delle Americhe. Se la presenza di girasole fosse confermata (potrebbe essere frutto di contaminazione recente), i botanici si vedranno costretti a rivedere la storia e la diffusione di questa pianta nell’antichità.