Gli Ordini tra le ricette e i progetti della politica
Non sarà probabilmente il piatto forte della prossima e lunghissima stagione pre elettorale che è già ai blocchi di partenza, ma di certo dovrà essere uno degli ingredienti che difficilmente si potranno trascurare. Si parlerà di programmi, di mercati più liberi, di concorrenza, di imprese, di costo del lavoro , di welfare (adesso è di moda quello danese o quello svedese), di riforme, di innovazione e, di conseguenza, si tornerà a discutere anche di professioni, di tariffe minime, di Ordini. Si tornerà a parlare del valore legale dei titoli di studio, del praticantato, degli esami di Stato, delle società tra professionisti. Croce (molto) e delizia (poca) di innumerevoli legislature. Si è detto e ridetto: l'Europa incalza, punta sulle aperture, gioca a tutto campo per il mercato senza troppi muri e inferriate. A rimettere al centro del dibattito la questione degli Ordini è stato , appena qualche settimana fa, il Centrosinistra, anzi la forza politica elettoralmente più consistente dello schieramento di Prodi: «La riforma delle professioni sarà una delle priorità del programma di governo dell'Unione», hanno ribadito i Democratici di sinistra che alla «urgente e necessaria riforma» hanno dedicato un convegno. Ma riforma come?
Piero Fassino è stato chiaro parlando di professioni: «Attività che sono e saranno sempre più centrali nell'economia del Paese ». La Quercia non sembra essere per la totaleliberalizzazione del settore, ma per un sistema, quello duale, dove gli Ordini professionali rimangono e coesistono con le professioni non regolamentate. Quindi nessuna abolizione ma rinnovamento degli Ordini e, di pari passo, riconoscimento delle nuove professioni e delle loro associazioni. Una soluzione praticabile, hanno sottolineato gli esperti, potrebbe partire da una legge quadro che fissi i principi generali e poi passare la materia alle Regioni.
Idee, progetti, convegni, analisi che si vanno ad aggiungere ad altre ricette. Per quanto ci compete da queste pagine, non a caso dedicate a Professioni & futuro, rilanceremo presto la palla nel campo della politica: sarà nostro compito scandagliare e sondare tutti i partiti.
Sarà nostra premura presentare il quadro completo delle proposte e delle aspettative.
Tratto da il Corriere della Sera del 12 dicembre 2005
a firma di Franco Tettamanti