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Ecco la super-proteina fluorescente

Nei laboratori francesi di Grenoble e' stata progettata una molecola che emette luce turchese e garantisce immagini cellulari in alta risoluzione

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Pubblicato sul Canale chimica il 22 marzo 2012

Grazie a uno studio scientifico è stato possibile progettare una proteina che emette luce fluorescente turchese come mai una cellula vivente era riuscita a fare. La scoperta permetterà di migliorare sensibilmente la visualizzazione di immagini cellulari, ottenendo immagini in alta risoluzione dei processi biologici interni alla cellula.

La molecola – che è stata ribattezzata mTurquoise2 - permetterà di facilitare la visualizzazione in particolare dei meccanismi cellulari in cui i segnali sono deboli e le reazioni velocissime, dove il tempo a disposizione per accumulare luce fluorescente è breve.

L'autore della ricerca è Antoine Royant dell'Istituto di Biologia Strutturale di Grenoble, Consiglio Nazionale delle ricerche francese/Universita' Joseph Fourier e dalla Commissione francese dell'energia atomica ed energie alternative (Cea). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications.

Le molecole fluorescenti (Cyan fluorescent proteins, Cfp), sono d'ampio uso nella biologia cellulare, poiché permettono di rendere visibili i processi interni alla cellula, come in un film. Tali processi includono i cambiamenti nella forma delle grandi molecole biologiche. Sperimentate in particolare dagli anni 90, hanno consentito di visualizzare processi inaccessibili come lo sviluppo delle cellule nervose nel cervello o la diffusione delle cellule cancerogene tumorali. L'importanza degli studi in questo campo è stata sancita dal Premio Nobel per la chimica 2008.

Le proteine di questo tipo sono localizzate illuminando la cellula con luce blu che le rende fluorescenti, sebbene fino ad ora il loro uso fosse limitato dalla debole capacità fluorescente. Per ottenere una fluorescenza maggiore e brillante i ricercatori hanno inizialmente osservato i segreti di queste proteine, in particolare di come immagazzinano l'energia in entrata e la ritrasmettono come luce fluorescente, impiegando fasci di raggi X molto brillanti presso l'European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble.

In questo modo si è potuto comprendere la funzione dei singoli atomi all'interno delle proteine, e individuare la parte della molecola che andava modificata per accentuarne la fluorescenza.

V.R.


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