Siti del circuito Teknoring



  homepage/ News / Chimica / Due studi italiani indagano sui geni che determinano l'autismo

Due studi italiani indagano sui geni che determinano l'autismo

Sono due i geni isolati da cui dipende il funzionamento dei circuiti cerebrali

chimica - 07 novembre 2011

Due studi realizzati dall’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Milano, pubblicati su Journal Biological Chemistry e Human Molecular Genetics e finanziati anche da Telethon e Regione Lombardia, puntano a capire le cause che determinano l’insorgenza della patologia dell’autismo nella speranza di trovare approcci terapeutici mirati.

Le patologie del sistema nervoso centrale come l’autismo, possono essere causate da alterazioni funzionali e morfologiche delle spine dendritiche e delle sinapsi del circuito cerebrale. Carlo Sala, ricercatore dell’In-Cnr di Milano spiega che nei due studi si sono selezionati due geni, IL1RAPL1 (Interleukin-1 Receptor Accessory Protein Like 1) e SHANK3 (SH3 domain and ANKyrin repeats), da cui dipendono i circuiti cerebrali e il loro corretto funzionamento.

I neuroni permettono di ricevere, elaborare e trasmettere segnali nervosi dei circuiti cerebrali attraverso una serie di prolungamenti chiamati dendriti, la cui superficie è ulteriormente estesa da spine su cui  si trovano le sinapsi, fondamentali per la connessione neuronale. Come specifica Chiara Verpelli, ricercaStrice dell’In-Cnr di Milano, i geni mutati sotto osservazione, IL1RAPL1 e SHANK3, codificano per proteine localizzate proprio a livello delle spine e regolano la formazione e il mantenimento della funzionalità delle sinapsi neuronali. Questi sono stati riconosciuti come i prototipi della patologia dell’autismo.

I due studi pubblicati hanno identificato i difetti sinaptici indotti dalle mutazioni di IL1RAPL1 e SHANK3, dimostrando in vitro che un farmaco sperimentale è in grado di ovviare alla mutazione del gene SHANK3.

Purtroppo, la molteplicità funzionale dei geni identificati non consente ancora di teorizzare una strategia terapeutica comune a tutti i casi di autismo. La malattia viene diagnosticata tra il secondo ed il terzo anno di vita e si basa sulla manifestazione di alterazioni nella comunicazione sociale, comportamento stereotipato, assenza di linguaggio, progressivo isolamento. Sala spiega che se si potessero individuare le delezioni o assenza di tratti cromosomici in maniera più precoce, probabilmente i trattamenti terapeutici sarebbero realmente efficaci, in quanto i processi di sviluppo neuronale potrebbero essere modificati almeno in parte.

 

C.C.

 

 

 

sul canale chimica
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login

In evidenza