Sono state presentate le ultime scoperte e le applicazioni industriali più interessanti realizzate nel settore delle biotecnologie nel corso del convegno "Chimica verde: dalla biotecnologia nuove risorse per l'industria". Nuovi metodi che attraverso le bioraffinerie, permettono di estrarre da diverse sostanze le molecole che possono essere utili per altri fini.
Dagli scarti agricoli e dai residui alimentari nascono i profumi. Ma non solo: anche i contenitori per alimenti o nuovi combustibili. Il punto sulla cosiddetta chimica verde è stato fatto durante l’incontro organizzato da Regione Emilia Romagna, Università, Cnr, Enea, Unioncamere e associazioni industriali
"Nella nostra regione - ha spiegato il direttore di Aster Paolo Bonaretti - la Green Economy sta avanzando rapidamente, grazie anche al contributo delle università e alla loro capacita, che la Rete Alta Tecnologia promuove e sostiene, di connettersi con il mondo delle imprese". "La chimica verde è un aspetto fondamentale della Green Economy - ha spiegato l'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli, intervenendo al convegno - l'Italia sta assumendone più consapevolezza, ma serve un forte impulso di un Governo oggi assente. In Emilia-Romagna ci sono dati incoraggianti, che vogliamo sostenere con un nuovo cambio di passo già in atto".
Uno dei settori più interessanti è quello delle bioplastiche e dei biopolimeri, come raccontato al convegno da Novamont, azienda leader nel settore. Le nuove bioplastiche utilizzano componenti vegetali, come l'amido di mais, e polimeri biodegradabili, possono essere lavorate come le plastiche tradizionali ma sono perfettamente biodegradabili e compostabili. Cosa si può produrre? Di tutto, dai legacci per i frutteti a piatti e posate per la ristorazione, dall'imballaggio per frutta e verdura ai giocattoli.
Dal dipartimento di Chimica Industriale dell'Università di Bologna arriva lo spin off Phenbiox che riesce a estrarre miscele di sostanze antiossidanti fenoliche - molecole pregiate per l'industria cosmetica - contenute nelle biomasse vegetali, dall'uva rossa alla crusca.
Nello stesso campo opera la Hi-Tech Organics, nata di recente dagli esiti di una ricerca di oltre 15 anni nel settore cosmetico. Hi-Tech Organics ha sempre avuto come obiettivo finale quello di creare cosmetici con ingredienti compatibili col corpo umano, al punto che la pelle ne riconoscesse le proprietà per assimilarli. Tutto questo ha dato vita al progetto Italian Ethical Luxury, al quale collaborano diverse aziende cosmetiche internazionali, per produrre creme di altissimo livello 100% chemical free.