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Chimica al servizio dell'uomo

Il ruolo della chimica per la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare è stato ribadito al 15° congresso nazionale di categoria

chimica - 27 giugno 2011

Oltre 70.000 prodotti quotidiani sono stati inventati dagli scienziati. Oggi la chimica ha un ruolo emergente e sempre maggiore nel campo dei materiali eco-sostenibili e della sicurezza alimentare. È quanto hanno ribadito i chimici italiani nel corso della prima giornata del 15° congresso nazionale di categoria, dal titolo “La Chimica prende il volo”, dove hanno discusso di  qualità della vita, salubrità dell'ambiente e sicurezza alimentare.

La parola chimica ha trovato in passato sempre un'accezione negativa nel sentire comune - ha spiegato Marino Melissano, chimico e vice presidente di Altroconsumo - ma noi chimici dobbiamo lasciarci alle spalle gli errori di comunicazione fatti in passato. Oggi si sta aprendo una nuova era, quella della plastica biodegradabile, dei materiali per la bio-edilizia. La chimica ha un ruolo emergente nel campo dei materiali eco-sostenibili. È questa la sfida del futuro”.

E sulla sicurezza dei prodotti che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole, i chimici hanno ricordato che comprando prodotti locali si potrebbe risparmiare il 20% dei costi ogni mese e 1.000 kg di Co2 ogni anno. “Ci dovremo abituare a utilizzare sempre di più - ha sottolineato Melissano - prodotti a km0, laddove possibile, o comunque provenienti da luoghi a noi vicini, e possibilmente di stagione”.

A sottolineare invece l'importanza della ricerca per avere alimenti più sicuri è stato l'immunologo Fernando Aiuti. “È provato che i prodotti transgenici causano meno allergie dei prodotti naturali”. Quindi più attenzioni ai prodotti che arrivano da territori lontani, la cui genuinità spesso non viene verificata da sistemi di controllo adeguati.

Giovanni Carlo Criscuoli, presidente del Consiglio nazionale Tecnologi alimentari, ha infatti dichiarato “serie perplessità quando il nostro Paese importa prodotti da Paesi in via di sviluppo”. E una possibile soluzione ai rischi, secondo Criscuoli, sarebbe quella di fare i controlli a monte sui prodotti, esportando in tali Paesi le nostre tecnologie alimentari”.

O.O.

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