Cerchi lavoro? Ma dove vai se il master non ce l'hai
Il campanello d'allarme suona forte e inquietante: le aziende italiane faticano ad assumere neolaureati perché sono poco qualificati professionalmente.
Il 32,2% delle aziende interpellate da Excelsior 2005, il sistema informativo realizzato da Unioncamere insieme al ministero del Welfare, ammette una certa difficoltà di reperimento nelle assunzioni dei laureati (percentuale che, per quanto sia diminuita rispetto al 36,8% del 2004 rimane comunque alta) e, tra i principali motivi di questa difficoltà, spicca con il 38,8% la mancanza della necessaria qualificazione dei candidati all'assunzione.
Inoltre, secondo quanto risulta dalla ricerca «Gli studenti universitari e il mondo del lavoro», realizzata dalla Camera di commercio di Milano e di Torino attraverso la Nexus, sono gli universitari stessi a chiedere più rapporto con le imprese (il 25,9% a livello nazionale, che a Milano diventa il 32,8%), mentre dall'altro lato le aziende lamentano la non adeguata preparazione dei candidati all'assunzione.
Tra le lauree per cui le aziende sentono di più questa inadeguatezza c'è il corso di scienze motorie (nel 100% dei casi), quello in ingegneria e elettronica e dell'informazione (70,2%), architettura urbanistico e territoriale (66,1%), ma anche lauree umanistiche come quelle del corso in insegnamento e formazione (56,2%). Non a caso la percentuale di neo-assunti che le aziende indirizzano a iniziative di formazione post-entry fa un vero e proprio balzo in avanti (dal 65,5% del 2004 al 73,3% di quest'anno). Dopo la fatica della laurea, quindi, meglio accostarsi a master, dottorati, scuole di specializzazione e corsi di perfezionamento.
La ricerca della Camera di commercio di Milano attraverso l'Istituto di Studi del Lavoro e del Centro interdipartimentale Work, Training and Welfare «Come cambia l'offerta di formazione avanzata. Le strategie di mutamenti degli atenei milanesi», dice che la laurea a Milano non basta più: un laureato su cinque, infatti, continua a studiare e il numero degli immatricolati ai corsi post laurea è cresciuto nell'arco di dieci anni (dal 1991/1992) da 2.400 unità a circa 7.000, con un aumento pari al 188%.
Tratto da “il Corriere della Sera del 3 Ottobre 2005
a firma di LAURA SQUIZZATO