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Casse di Previdenza dei liberi professionisti - Gli enti: non siamo conservatori.

Casse di Previdenza dei liberi professionisti - Gli enti: non siamo conservatori. Le Casse di previdenza professionali respingono al mittente le critiche sulla "scarsa audacia"...

No comment - 26 agosto 2008


Casse di Previdenza dei liberi professionisti
Gli enti: non siamo conservatori


Le Casse di previdenza professionali respingono al mittente le critiche sulla "scarsa audacia" sulle riforme strutturali e non temono l'orizzonte dei 50 anni che le nuove proiezioni impongono di valutare.
«L'autonomia normativa delle Casse funziona - ha affermato Maurizio de Tilla, presidente dell'Adepp (una sorta di Cda dei presidenti delle Casse professionali) - stanno tutte sperimentando riforme che proiettino stabilità oltre i 30 anni obbligatori e sino ai 50 "consigliati". Non solo alzando i contributi chiesti agli iscritti, ma anche aumentando l'età pensionabile e prevedendo una quota "modulare", con un conto individuale a capitalizzazione, come pilastro integrativo».

Il coraggio, invece, le Casse lo chiedono al legislatore perché abolisca la doppia tassazione (in fase di accumulo prima, e di erogazione delle rendite poi), ma soprattutto perché si predisponga un sistema di principi contabili ad hoc per rendere confrontabili tra loro i rendiconti di esercizio degli Enti professionali: se possono esserlo i bilanci di una società italiana e di una americana quotate sugli stessi mercati, non si capisce perché non lo siano i risultati di esercizio di commercialisti e ragionieri, notai e veterinari.

Un tema, quello della confrontabilità di dati e performance, che da sempre sta a cuore a Paola Muratorio, presidente di Inarcassa. «La messa a punto di criteri uniformi deve servire ad adottare un codice di comportamento virtuoso e condiviso, capace di rendere comparabili i bilanci, cosa che oggi non sempre è possibile. Ma soprattutto deve dare tranquillità a tutti i professionisti cui dobbiamo garantire il futuro previdenziale». «I principi del Codice civile - spiega Paolo Saltarelli, presidente della Cassa ragionieri - mal si adattano a Enti il cui interesse prioritario non è competere sui mercati ma fotografare lo stato di salute nel medio-lungo periodo. Ad esempio, credo che utilizzare il fair value - cioè il valore di mercato o quello a esso più vicino - per le attività patrimoniali, come accade già nei fondi comuni di investimento, restituirebbe grande trasparenza alle scelte degli Enti previdenziali professionali».
«Troppo presto per ipotizzare fair value - frena Antonio Pastore (Cassa dottori commercialisti) - ma entro l'anno il progetto di criteri condivisi potrebbe essere pronto, grazie anche al know how e la consulenza tecnica della Fondazione Aristeia».

Ma l'unità delle Casse è messa a dura prova da problemi di leadership. A luglio, l'Adepp ha rieletto alla presidenza Maurizio de Tilla, sino al 2007 "numero uno" della Cassa forense. Suo vice è Antonio Pastore, presidente uscente della Cassa dottori commercialisti. Insomma, due "ex". Per protestare contro «la chiusura verso ogni richiesta di cambio al vertice» Inarcassa, Onaosi, notai, geometri, ragionieri, medici e biologi avevano abbandonato l'aula. Ai primi di agosto, tutte e sette gli Enti (cui si sono aggiunti i periti industriali) hanno inviato a de Tilla una lettera in cui si chiede al più presto di azzerare il Cda e di procedere a nuove elezioni, discutendo «candidature condivise». «Attendiamo la convocazione per settembre - spiega Eolo Parodi (Cassa dei medici) - ma se non arriva ci autoconvochiamo. Non vogliamo la spaccatura, ma senza l'azzeramento dei vertici ci potremmo arrivare. L'Enpam certamente andrà avanti anche da sola».
Un nodo che Pastore e de Tilla liquidano con un «Ne parleremo. Ma non si può sconfessare un voto democratico e a maggioranza di un mese fa. Appuntamento a Roma per l'11 settembre».

Tratto da: Il Sole 24 ore del 20 agosto 2008

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