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Biocarburanti: è necessaria una politica sostenibile

È quanto affermato da Legambiente e Chimica Verde in occasione del convegno “Lo sviluppo dei biocarburanti e il consumo di suolo agricolo”

chimica - 24 maggio 2011

Entro il 2020 l’Italia diverrà il quarto produttore in Europa di gas serra legati ai biocarburanti con una produzione di emissioni che potrà variare da 2,6 a 5,2 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. È questo lo scenario tracciato da Legambiente e Chimica Verde in occasione del convegno “Lo sviluppo dei biocarburanti e il consumo di suolo agricolo” che si è svolto all’interno della manifestazione Terra Futura a Firenze.

Le due associazioni ritengono che siano necessarie norme per biocarburanti sostenibili e a basse emissioni e hanno chiesto al Governo italiano di attivare una politica sostenibile e all’Unione europea di tener conto nella sua legislazione del cambio indiretto d’uso del suolo.

Entro il 2020, i biocarburanti in Europa dovranno rappresentare il 9,5% dei combustibili usati nei trasporti e se non si adottano altre strategie, secondo uno studio dello Ieep (Institute for european environmental policy), il 92% deriverà da terreni prima destinati alla produzione di cibo, generando quello che viene chiamato un cambio indiretto d’uso del suolo. Questo si verifica quando si producono colture per biocarburanti laddove prima si coltivavano prodotti agricoli destinati all’alimentazione, provocando danni ingenti all’ambiente e agli ecosistemi, poiché il cibo precedentemente generato da quelle terre dovrà essere prodotto altrove.

Tale fenomeno in Europa potrebbe portare, quindi, a una riconversione di terreni pari a 69,000 chilometri quadrati, ovvero circa due volte la superficie del Belgio e il 20% dell’Italia. Ma per trovare una quantità così vasta di terre, si dovrebbe per forza procedere alla deforestazione di ampie aree in altre parti del mondo. Se non si terrà conto del cambio indiretto d’uso del suolo, dunque, i biocarburanti emetteranno ogni anno dai 27 ai 56 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto agli attuali combustibili fossili.

Ad oggi, le direttive comunitarie stabiliscono che, per essere considerati sostenibili, i biocarburanti nel loro ciclo di vita devono dimostrare una riduzione delle emissioni di gas serra del 35% rispetto ai combustibili fossili. Nel 2017, la riduzione di emissioni dovrà corrispondere al 50%, ma se il cambio indiretto d’uso del suolo non verrà tenuto in considerazione, non solo non si otterrà questa riduzione, ma i biocarburanti saranno dall’81 al 167% più inquinanti dei combustibili fossili di cui prenderanno il posto. Per questa ragione, secondo Legambiente e Chimica Verde è fondamentale una legislazione europea che assegni a ogni coltura per biocarburante un valore specifico di emissioni di gas serra tenendo conto del cambio indiretto d’uso del suolo. È importante infatti promuovere la produzione di biocarburanti sostenibili che non stravolgano la produzione di cibo, favorendo invece quei biocarburanti prodotti da terre non utilizzate in precedenza o da materiali di scarto o ancora dalla rotazione delle colture.

O.O.

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