L'obiettivo e' valutare l'efficacia e la sicurezza dell'angioplastica dilatativa proposta da Paolo Zamboni nel trattamento della malattia
La notizia è arrivata nei giorni scorsi dall’associazione “Ccsvi nella Sclerosi Multipla Onlus”, sottolineando che "i malati, i ricercatori coinvolti e la comunità scientifica internazionale aspettavano da oltre due anni che lo studio clinico italiano partisse”.
La sperimentazione del metodo messo a punto da Paolo Zamboni, professore dell'Azienda ospedaliero universitaria di Ferrara, può ora partire con due pazienti ferraresi, che fanno riferimento al centro di Neurologia dell'ospedale Bellaria di Bologna. Fulcro delle ricerche del chirurgo vascolare di Ferrara è l'associazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale (Ccsvi) e sclerosi multipla.
Lo studio, denominato Brave Dreams e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 2,922 milioni di euro, è mirato a valutare, attraverso una formale sperimentazione clinica, l’efficacia e la sicurezza dell’intervento di angioplastica dilatativa per la disostruzione delle vene extracraniche nel trattamento della sclerosi multipla, proposto dal professor Zamboni.
In tutto saranno 687 i malati che, a livello nazionale, saranno sottoposti a valutazioni di carattere medico e ad analisi di tipo funzionale: 60 affluiranno all'ospedale di Cona (Ferrara), gli altri saranno sottoposti ai test nei 14 centri in Italia. I risultati della sperimentazione del metodo Zamboni sono attesi fra circa due anni.
O.O.